06.10.2026

Il mercato premia Intesa salgono i titoli legati all’offerta di Messina

  • La Repubblica

L’uno-due piazzato da Intesa Sanpaolo nel weekend su Mps, con il ritocco dell’Opas per 800 milioni e l’impegno ottenuto dal primo socio Delfin a consegnare il suo 17,5%, muove i titoli del risiko.
Acquisti e vendite in Borsa hanno segnalato l’‘alta probabilità che la banca guidata da Carlo Messina si apra la strada verso Siena prima che la sua offerta parta sul mercato, facendo cassare all’assemblea Mps del 29 ottobre il piano alternativo predisposto da Luigi Lovaglio. Anche perché, dietro le quinte, il secondo socio di Caltagirone (13,5%) fin da giugno sembra preferire l’Opas di Intesa; quindi si presume che almeno un 31% del capitale voterà contro le due Ops di Lovaglio. «La probabilità che una delle due offerte di Mps ottenga i due terzi dei voti in assemblea è ormai estremamente bassa», ha scritto Autonomous, mentre Barclays notava che Intesa è rafforzata anche per il fatto che alzerà il concambio con Mps per tener conto del proprio acconto cedole di novembre. Equita, che è advisor di Messina, vede la sua offerta «ancor più attraente», perché il piano rivale «comporta la rinuncia a un premio del 15% per sostenere un progetto complesso, con alti rischi di esecuzione e dipendente da decisioni che Mps non controlla».
Ecco quindi che in Borsa vengono comprati i titoli dei virtuali “vincitori” della contesa e venduti gli altri. Fin dall’avvio il mercato ha mostrato di credere che quello appena assestato possa essere un colpo da ko: Mps ha avvicinato il nuovo concambio (+0,80% a 11,36 euro), anche se l’Opas resta a premio perché Intesa è salita dell’1,55% a 6,42 euro. Unipol è salita di un 3,99% a 26,82 euro, perché da ieri è più solido l’affare per cui nel 2027 rileverà 635 filiali di Mps e lo storico marchio, a “sconto” di oltre 3 miliardi sul valore offerto da Intesa ai senesi. Forte anche Bper (+2,33%), che a seguire rileverà da Unipol il ramo Mps, per diventare la seconda banca in Italia per filiali. Caute invece Banco Bpm (+0,30%) e Banca Generali (-0,73%), sempre lontane dai concambi delle Ops, mentre Generali è salita dell’1,16% e Mediobanca ha perso un sonoro 5,51% a 26 euro, perché gli arbitraggi montati in vista della fusione con Mps – da votare sempre il 29 – traballano dopo che Intesa si è espressa contro l’integrazione, che implicherebbe aggravi di costi e complessità dato che Messina vuole fondere a sua volta Piazzetta Cuccia nella divisione Imi del gruppo.