14.11.2025

Fine pacchi(a) per Shein e Temu

  • Italia Oggi

Dal 2026 l’Europa chiude il mercato unico ai pacchi low cost che entrano senza pagare dazi. La pacchia dell’e-commerce cinese di Shein, Temu & co. sta per finire. Il Consiglio Ecofin, che raggruppa i ministri delle Finanze dei 27 Paesi dell’Unione europea, ha raggiunto un accordo politico per l’eliminazione della soglia dei 150 euro sotto la quale oggi le merci importate nell’Unione europea non scontano dazi doganali. La riforma, secondo quanto stabilito dai ministri, diventerà pienamente applicabile nel 2028, quando entrerà in funzione l’EU Customs Data Hub, la piattaforma digitale che avrà il compito di elaborare i dati doganali dell’UE. Ma già dal 2026 si procederà con un sistema temporaneo per chiudere la falla.

Il regime attualmente in vigore consente alle spedizioni con valore dichiarato inferiore a 150 euro di evitare i dazi, con l’obiettivo originario di semplificare le procedure su beni di modico valore. Tuttavia, secondo la Commissione, fino al 65% dei pacchi sotto soglia risulta sottovalutato, con dichiarazioni di valore inferiori a quelle effettive o frammentazione artificiale degli invii. Questa dinamica ha inciso sulla tenuta del sistema doganale, anche alla luce dei volumi: nel 2024 le spedizioni e-commerce sotto i 150 euro destinate a clienti finali nell’Ue hanno raggiunto 4,6 miliardi di unità, il 91% delle quali provenienti dalla Cina.

A fronte di questi dati, il Consiglio ha concordato l’introduzione di una misura transitoria già nel 2026, che permetterà agli Stati membri di applicare una forma semplificata di riscossione dei dazi sui beni attualmente esenti fino a quando il Customs Data Hub non sarà operativo. I dettagli tecnici della misura saranno definiti nelle prossime settimane. «Applicare dazi anche a queste spedizioni è un passo fondamentale per garantire condizioni di concorrenza eque alle imprese europee e rafforzare ulteriormente la nostra Unione doganale», ha detto il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

La mossa fa parte di un lungo dibattito ma che mostra unità di intenti nelle economie occidentali. A luglio il presidente Donald Trump ha abolito la regola del de minimis, la soglia che permetteva l’ingresso negli Usa di beni e regali sotto gli 800 dollari senza pagamento di dazi e imposte. Nel Regno Unito si prevede lo stesso provvedimento, che dovrebbe essere annunciato nella legge di bilancio del 26 novembre dalla cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves.

Il fenomeno dell’invasione dei pacchi cinesi è particolarmente rilevante anche in Italia, come evidenziato dal Rapporto di verifica 2024 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (si veda ItaliaOggi del 26 agosto). Nel 2024 le dichiarazioni liquidate sono passate da 59,8 milioni a 93,6 milioni (+56,6%), mentre le dichiarazioni H7, riservate ai pacchi sotto i 150 euro, sono aumentate da 54,2 milioni a 87,5 milioni (+61,5%). Nonostante l’aumento del traffico, gli incassi complessivi dei dazi sono rimasti pressoché invariati: 2,959 miliardi nel 2024 rispetto ai 2,941 miliardi del 2023 (+0,6%), confermando che l’incremento dei volumi riguarda quasi esclusivamente merci esenti.

A maggio i ministri delle Finanze dell’Ue non erano riusciti a trovare un accordo sull’abolizione della soglia ai fini dell’Iva (si veda ItaliaOggi del 12 maggio). Il limite rappresenta infatti un punto di contatto tra normativa fiscale e normativa doganale: sotto i 150 euro si applicano procedure semplificate e opera il regime speciale IOSS (Import One Stop Shop); inoltre, la soglia rileva per definire le piattaforme online come “fornitori presunti” e quindi responsabili del versamento dell’Iva. La sovrapposizione con la riforma del Codice doganale ha contribuito allo stallo, imponendo un coordinamento più ampio tra i due ambiti normativi.

L’Ecofin aveva tuttavia approvato la parte della riforma Iva relativa al rafforzamento dell’IOSS, che prevede l’obbligo per i venditori extra-Ue non aderenti al regime di registrarsi in ciascuno Stato membro in cui effettuano vendite o, in alternativa, di nominare un rappresentante fiscale. Gli Stati membri avranno tempo fino al 30 giugno 2028 per recepire le nuove disposizioni, che entreranno in vigore il 1° luglio dello stesso anno.