La sentenza della Corte di Giustizia UE del 23 aprile interviene in modo significativo sul sistema italiano dei provvedimenti cautelari in materia di proprietà intellettuale.
L’interpretazione dell’art. 9 della Direttiva Enforcement e il richiamo ai termini stringenti per l’instaurazione del giudizio di merito mettono in discussione la possibilità che i provvedimenti cautelari anticipatori mantengano effetti in assenza di un’azione di merito tempestiva.
Ne emerge una possibile ridefinizione del rapporto tra fase cautelare e giudizio ordinario, con ricadute che potrebbero andare oltre il solo perimetro processuale.
La vera questione è: quale spazio resterà, in questo nuovo assetto, per la stabilità dei provvedimenti cautelari non seguiti dal merito?
Per scoprire di più leggi l’articolo a cura di Francesco Rampone, Lateral Partner e Roberto Plebani, Associate del Gruppo La Scala su Il Quotidiano Giuridico.