Il settore assicurativo italiano chiude il primo semestre 2026 con utili in aumento, sostenuti soprattutto dal recupero del comparto Vita, mentre nei rami Danni la crescita della raccolta si accompagna a un peggioramento della sinistralità. È quanto emerge dall’ultimo rapporto ANIA Trends pubblicato lo scorso 22 ottobre, che restituisce l’immagine di un mercato complessivamente solido, ma esposto alle oscillazioni finanziarie e all’aumento dei costi dei sinistri. Due fattori che potrebbero ridimensionare i risultati positivi registrati nella prima metà dell’anno.
Utili a 7,9 miliardi, decisivo il contributo del Vita
Secondo i dati ANIA, elaborati sulla base delle relazioni semestrali delle imprese nazionali, l’utile netto del settore ha raggiunto 7,9 miliardi di euro, rispetto ai 6,4 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il risultato tecnico complessivo è salito da 3,8 a 5,6 miliardi, grazie soprattutto al comparto Vita, che ha registrato un risultato positivo di 2,7 miliardi, contro gli 800 milioni del 2025 e la perdita di 4,1 miliardi del 2024.
Il miglioramento non deriva tuttavia da un’espansione della raccolta, rimasta sostanzialmente stabile a 61,6 miliardi, quanto dall’andamento della gestione finanziaria, i cui proventi netti sono passati da 7,1 a 28,4 miliardi, accompagnati da una corrispondente crescita delle riserve tecniche. La redditività del Vita appare quindi ancora fortemente condizionata dai mercati finanziari, come conferma l’avvertimento dell’ANIA sulle possibili conseguenze del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, osservato a partire da settembre.
Vita, crescono le unit-linked e diminuiscono i riscatti
Segnali interessanti emergono anche dalla nuova produzione Vita, che ad agosto ha raggiunto 6,3 miliardi di euro, considerando anche le imprese europee, con una crescita annua del 4,4%. Tra le imprese italiane ed extra-UE si registra una diversa dinamica dei prodotti: il ramo I, con 3,2 miliardi, arretra del 12%, mentre il ramo III, rappresentato dalle polizze unit-linked, cresce del 42,4%, raggiungendo 2,3 miliardi.
Aumenta anche la raccolta dei prodotti multiramo (+12,9%) e delle forme pensionistiche individuali (+58,4%), mentre i riscatti, pari a 4,2 miliardi, diminuiscono dell’8%. Il rapporto mensile tra riscatti e riserve scende così allo 0,48%, rispetto allo 0,70% registrato nell’agosto 2023.
Questi dati segnalano una maggiore tenuta dei portafogli e un rinnovato interesse per i prodotti con componente finanziaria, ma richiamano anche l’attenzione delle compagnie sulla corretta rappresentazione dei rischi, sulla trasparenza delle condizioni contrattuali e sull’adeguatezza dei prodotti rispetto alle esigenze degli assicurati.
Danni, la raccolta cresce ma peggiora la sinistralità
Nel comparto Danni, la raccolta complessiva raggiunge 26,9 miliardi di euro, in aumento del 5,4%, con una crescita del 7,3% nel settore Auto e del 4,1% negli altri rami. Particolarmente dinamici risultano Malattia e Incendio, entrambi in aumento dell’8,2%, oltre ad Assistenza (+9,3%) e Tutela legale (+6,4%). La crescita del ramo Incendio beneficia anche delle coperture obbligatorie contro i rischi catastrofali per le imprese, sebbene con un ritmo inferiore rispetto al 2025.
L’espansione della raccolta non si traduce però in un corrispondente miglioramento della redditività. Gli oneri per sinistri salgono da 11,7 a 12,6 miliardi e le spese di gestione da 6,5 a 6,9 miliardi, determinando una lieve riduzione del risultato tecnico, da 3 a 2,9 miliardi.
Ancora più significativo è il peggioramento del loss ratio di generazione corrente, aumentato complessivamente di 2,4 punti percentuali, con incrementi particolarmente marcati nei Corpi veicoli terrestri (+6,3 punti), negli Altri danni ai beni (+5,9) e nella Responsabilità civile generale (+5,5).
Per le compagnie, il dato richiama l’esigenza di un’attenta valutazione delle politiche tariffarie, dei criteri di assunzione dei rischi e dell’efficienza nella gestione e liquidazione dei sinistri, soprattutto nei comparti nei quali l’aumento dei costi sta assorbendo la crescita dei premi.
Eventi naturali e mercati finanziari, le incognite di fine anno
Le prospettive per il secondo semestre restano condizionate da due fattori. Sul versante Vita, l’aumento dei rendimenti governativi potrebbe incidere negativamente sulle valutazioni dei portafogli finanziari. Nei Danni, invece, pesano gli eventi atmosferici verificatisi durante l’estate, i cui effetti non sono ancora riflessi nei risultati di giugno.
Secondo le prime stime richiamate dall’ANIA, il costo complessivo dei sinistri riconducibili agli eventi naturali potrebbe raggiungere nel 2026 circa 4 miliardi di euro, il doppio rispetto a un anno caratterizzato da sinistralità ordinaria.
Il quadro che emerge è dunque quello di un settore capace di generare risultati economici importanti, ma chiamato a confrontarsi con rischi sempre più complessi. La sfida per le compagnie non sarà soltanto sostenere la raccolta, quanto preservare la redditività tecnica attraverso una più efficace selezione dei rischi, un’adeguata gestione dei sinistri e un equilibrio sostenibile tra premi, coperture e costi.
04.11.2026

