Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2026, è entrata in vigore la legge annuale dedicata alle piccole e medie imprese, recante un insieme articolato di disposizioni eterogenee finalizzate al sostegno, alla competitività e alla semplificazione del sistema produttivo.
Il provvedimento non si configura come una riforma organica, ma come un insieme di interventi distribuiti su diversi ambiti: aggregazione tra imprese, accesso al credito, lavoro, semplificazioni amministrative, evoluzioni, nonché specifiche misure settoriali e disposizioni di sistema.
Aggregazione tra imprese e reti
Uno dei primi ambiti di intervento riguarda il sostegno ai processi di aggregazione. In particolare, è prevista un’agevolazione fiscale temporanea (per i periodi d’imposta 2026-2028) a favore delle imprese che partecipano a contratti di rete: entro determinati limiti e condizioni, una quota degli utili destinata a investimenti previsti dal programma comune di rete non concorre alla formazione del reddito.
La legge interviene, inoltre, sul tema dei Consorzi e introduce il riconoscimento delle “centrali consortili” quali enti mutualistici di sistema, attribuendo loro funzioni di coordinamento e sviluppo delle micro, piccole e medie imprese aggregate, prevedendo altresì una delega al Governo per disciplinarne il funzionamento.
Accesso al credito e strumenti finanziari
In materia di accesso al credito, la legge non introduce direttamente nuovi strumenti di garanzia, ma delega il Governo al riordino della disciplina dei Confidi, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo a sostegno delle PMI, semplificarne l’operatività e favorirne l’aggregazione.
Inoltre, vengono introdotte modifiche alla normativa sulla cartolarizzazione (Legge n. 130/1999), finalizzate a consentire una più ampia valorizzazione dei beni e delle attività, inclusi i beni di magazzino, nell’ambito delle operazioni di finanziamento.
Misure sul destocking e gestione delle rimanenze
Un elemento di novità, particolarmente rilevante nel contesto economico recente, è rappresentato dalle misure volte a favorire il c.d. destocking, ossia la riduzione delle rimanenze di magazzino, intervenendo sul piano dell’accesso al credito.
In particolare, la legge modifica la disciplina della cartolarizzazione (legge n. 130/1999), ampliando l’ambito dei beni e dei diritti che possono essere oggetto delle operazioni. Tra questi rientrano anche i beni di magazzino e i prodotti derivanti dalla loro trasformazione, nonché i beni sostitutivi.
Le nuove disposizioni consentono quindi alle imprese di utilizzare lo stock di magazzino come elemento rilevante nelle operazioni di finanziamento, anche attraverso meccanismi di segregazione patrimoniale e cessione a veicoli dedicati.
L’intervento si inserisce nell’ottica di rafforzare gli strumenti di accesso al credito, valorizzando asset che tradizionalmente risultano meno facilmente utilizzabili a fini finanziari.
Misure settoriali e sostegno a filiere produttive
La Legge destina risorse fino a 100 milioni di euro al sostegno di programmi di sviluppo nel settore della moda, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese della filiera. Le modalità attuative sono demandate a successivi decreti ministeriali, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
Lavoro e ricambio generazionale
Sul piano lavoristico, viene introdotta in via sperimentale una misura di part-time incentivato per lavoratori prossimi alla pensione, con contestuale obbligo per il datore di lavoro di assumere un giovane under 35 a tempo pieno e indeterminato.
Sono inoltre previste disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, tra cui l’elaborazione di modelli semplificati per le PMI da parte dell’INAIL, il rafforzamento delle attività di formazione (anche durante i periodi di cassa integrazione), chiarimenti sugli obblighi di sicurezza nel lavoro agile.
Semplificazioni amministrative
Il provvedimento contiene diverse misure di semplificazione puntuale, tra cui: (i) la possibilità di presentare direttamente all’INPS le iscrizioni dei datori di lavoro agricolo; (ii) l’esonero dall’assicurazione obbligatoria per alcuni veicoli utilizzati in ambiti aziendali o in aree non aperte al pubblico; (iii) modifiche ai termini per il riacquisto di aree industriali da parte dei Consorzi.
Sono altresì introdotte disposizioni tecniche in materia di verifiche di attrezzature di lavoro e aggiornamenti normativi relativi a specifici settori.
Artigianato e disciplina delle imprese
La Legge conferisce una delega al Governo per la riforma complessiva della disciplina dell’artigianato, con l’obiettivo di aggiornarla alle esigenze attuali e favorire lo sviluppo e l’aggregazione delle imprese artigiane.
E’ stata anche rafforzata la disciplina sull’utilizzo del riferimento all’artigianato nella denominazione e nella comunicazione commerciale, prevedendo sanzioni in caso di uso improprio.
Recensioni online e tutela delle imprese
Un intero capo della legge è dedicato al contrasto delle recensioni online non veritiere nel settore turistico e della ristorazione, definendone i requisiti di liceità, introdotti limiti temporali alla loro validità e vietata la compravendita di recensioni.
A tal proposito, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato potrà adottare linee guida e svolgere attività di monitoraggio.
Start-up e PMI innovative
È prevista una delega al Governo per il riordino della normativa in materia di start-up, PMI, incubatori e acceleratori, mediante l’adozione di un testo unico volto a razionalizzare e coordinare la disciplina esistente.
Tra le altre misure, meritano di essere infine segnalati gli interventi in materia di attrazione degli investimenti e valorizzazione dei territori, nonché modifiche alla disciplina del Garante per le micro, piccole e medie imprese.
Nel complesso, la Legge annuale sulle PMI 2026 si configura già come un intervento pragmatico, volto a incidere su snodi operativi fondamentali – accesso al credito, burocrazia, lavoro, rinnovamento e gestione delle scorte – senza introdurre discontinuità sistemiche.
Più che una riforma di sistema, essa rappresenta un tassello nell’evoluzione delle politiche industriali italiane, orientate a creare un contesto regolatorio più favorevole alle imprese di minori dimensioni.