09.07.2026 Icon

Primo test pilota di commercio agentico, e l’impresa prende “vita”

Pochi giorni fa, Nuvei (operatore canadese leader nel settore dell’Advanced Payment Technology) ha testato con successo un proof of concept di commercio agentico (qui). Un agente artificiale ha eseguito autonomamente l’acquisto di un prodotto per conto di un riveditore completando il pagamento direttamente su circuito Visa utilizzando credenziali tokenizzate, e cioè utilizzando una identità digitale. Si tratta di un passo importante per l’automazione non solo dei pagamenti, ma anche della fase propedeutica di scelta di cosa e quando comprare, e a che prezzo. Tutto automatizzato e con riduzione drastica degli intermediari.

Piattaforme come quella di Nuvei consentiranno di processare le attività di procurement (e non solo) delegando tutto alle macchine, bypassando ad ogni livello l’intervento umano. Un passo importante verso l’impresa agentica.

Già nel report AI 2027 del gruppo di lavoro di Daniel Kokotajlo, siamo stati avvertiti dell’arrivo degli agenti IA nei prossimi mesi con un impatto importante a tutti i livelli della vita civile e della governance d’impresa. E sta effettivamente accadendo.

Il cambiamento spaventa, e addirittura l’ONU (più precisamente l’Independent International Scientific Panel on AI, un organismo di 40 scienziati da tutto il mondo) nel Preliminary Report on AI (la cui versione definitiva è prevista per i primi mesi del 2027)[1] ha avvisato, proprio con riguardo l’emergere dell’IA agentica, che rischi di questa tecnologia stanno crescendo più velocemente della nostra capacità di misurarli o governarli.

Ma i toni allarmistici dell’ONU non fermeranno lo sviluppo del commercio agentico in Europa che promette di aprire nuovi canali per la vendita al dettaglio digitale con un volume di transazioni globali pari a 1.000 miliardi di dollari entro il 2030 e di addirittura tra i 3.000 e i 5.000 miliardi entro il 2035 (McKinsey).

Una considerazione finale però si impone: le società di capitali hanno già una propria personalità giuridica e possono operare sul mercato relazionandosi formalmente con autorità e concorrenti spendendo il proprio nome, il proprio patrimonio e la propria reputazione. Ebbene, se tra poco avranno anche una propria “volontà”, in parte autonoma e separata da quella del management, e magari, se in certa misura perseguiranno anche dei propri scopi, sebbene entro parametri prestabiliti, quanto siamo lontani allora dal riconoscere loro qualche diritto oggi solo appannaggio degli umani?


[1] Il rapporto è stato presentato lo scorso 6 e 7 luglio a Ginevra durante il Global Dialogue on AI Governance.

Autore Francesco Rampone

Lateral Partner

Milano

f.rampone@lascalaw.com

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