28.10.2026 Icon

Responsabilità stradale: quando sono risarcibili le spese legali stragiudiziali

Le spese sostenute dal danneggiato per l’assistenza legale nella fase anteriore al giudizio possono costituire un’autonoma voce di danno emergente ed essere poste a carico del responsabile, a condizione che l’attività professionale sia stata concretamente svolta, specificamente allegata e provata e risulti necessaria e utile secondo una valutazione da compiersi ex ante. La pronuncia in commento interviene su un tema di particolare rilievo nella responsabilità civile automobilistica: la risarcibilità delle spese di assistenza legale stragiudiziale maturate nella fase di interlocuzione con l’assicuratore.

Cassazione civile, Sez. III, 14 luglio 2026, n. 23154

La vicenda

Il caso trae origine da un grave sinistro stradale nel quale un motociclista, dopo essere ripartito da un’intersezione regolata da semaforo, veniva investito da un’autovettura proveniente dalla direzione opposta, che aveva invaso la sua corsia di marcia. Le lesioni riportate erano gravissime e permanenti, con rilevanti conseguenze sulla capacità lavorativa e sulla vita personale del danneggiato.

Prima dell’instaurazione del giudizio, la compagnia assicuratrice del veicolo antagonista aveva corrisposto al danneggiato la somma di euro 633.000,00. Successivamente, quest’ultimo agiva in giudizio per ottenere il risarcimento integrale dei danni patrimoniali e non patrimoniali, domandando anche il rimborso delle spese sostenute per l’assistenza legale prestata nella fase precontenziosa.

La Corte d’appello, pur rideterminando la ripartizione della responsabilità, aveva respinto la domanda relativa alle spese legali stragiudiziali, ritenendo non adeguatamente provata la consistenza dell’attività svolta prima del giudizio.

La decisione della Corte

La Suprema Corte ha accolto il motivo di ricorso relativo a tale voce di danno, cassando la sentenza impugnata sul punto.

Il principio ribadito è chiaro: il costo dell’assistenza legale stragiudiziale non si identifica con le spese processuali, ma integra un danno emergente autonomo. Proprio per questo, il suo rimborso non consegue automaticamente al solo conferimento dell’incarico a un avvocato, ma richiede il rispetto dei normali oneri di domanda, allegazione e prova.

Secondo la Cassazione, il giudice di merito deve verificare in concreto se l’attività professionale svolta fosse, al momento del suo compimento, ragionevolmente idonea a evitare il giudizio, ad accelerare la tutela del danneggiato oppure ad affrontare questioni tecniche di una certa complessità.

La valutazione, dunque, va compiuta non a posteriori, ma nella prospettiva della situazione esistente quando l’assistenza è stata prestata.

La Corte precisa, inoltre, che la “perdita subita” di cui all’art. 1223 c.c. non coincide soltanto con un esborso già effettuato. Anche l’obbligazione assunta dal cliente verso il difensore costituisce infatti una posta passiva del patrimonio e può quindi essere oggetto di risarcimento.

Il punto decisivo: il contenuto delle raccomandate

L’aspetto più significativo della decisione riguarda il valore probatorio delle lettere di messa in mora e delle altre comunicazioni inviate dal difensore nella fase stragiudiziale.

Nel caso concreto, la Corte d’appello aveva richiamato in modo generico l’esistenza di raccomandate e di contatti con l’assicuratore, ma senza esaminarne il contenuto. Proprio questa omissione è stata ritenuta decisiva dalla Cassazione: tali comunicazioni avrebbero potuto dimostrare non solo l’effettivo svolgimento dell’attività professionale, ma anche la sua consistenza e la sua possibile incidenza sull’esito della fase precontenziosa.

In altri termini, la Suprema Corte non afferma che il solo fatto del pagamento di euro 633.000,00 prima del giudizio basti, di per sé, a fondare il diritto al rimborso delle spese legali stragiudiziali. A rilevare è piuttosto il collegamento tra quel pagamento e il contenuto delle iniziative documentate dal difensore, che il giudice del rinvio dovrà esaminare per verificare se l’attività fosse effettivamente necessaria e utile secondo un giudizio ex ante-

Il principio

La pronuncia conferma quindi che le spese legali stragiudiziali sono risarcibili solo quando risultino riferibili a un’attività concreta, distinta dalle spese del successivo processo e ragionevolmente funzionale alla tutela del diritto leso. Restano invece escluse le spese meramente superflue o non adeguatamente documentate.

Sul piano pratico, la decisione valorizza la documentazione relativa alla fase liquidativa: richieste risarcitorie, lettere di messa in mora e comunicazioni del difensore possono assumere rilievo decisivo, purché siano idonee a dimostrare l’attività svolta e la sua utilità causale rispetto allo sviluppo della vicenda

Osservazioni conclusive

La decisione si inserisce nel consolidato orientamento che distingue le spese sostenute per l’assistenza legale stragiudiziale da quelle processuali, escludendo che le prime siano automaticamente risarcibili.

L’interesse della pronuncia risiede soprattutto nel metodo di valutazione imposto al giudice: la necessità della spesa deve essere apprezzata ex ante, cioè con riferimento alla situazione esistente nel momento in cui l’attività veniva posta in essere, e non sulla base del solo esito successivo della lite.

Sotto il profilo probatorio, la pronuncia valorizza in modo particolare il contenuto delle lettere di messa in mora e delle ulteriori comunicazioni del difensore. Non basta, dunque, allegare genericamente di avere svolto attività stragiudiziale: occorre documentarne consistenza, contenuto e possibile incidenza causale sullo sviluppo della trattativa, specie quando essa abbia preceduto un pagamento significativo dell’assicuratore.

Ne deriva, sul piano operativo, che il rimborso di tali spese potrà essere riconosciuto solo ove la parte danneggiata assolva in modo puntuale agli oneri di allegazione e prova, mentre resteranno escluse le attività superflue, meramente ripetitive o non adeguatamente documentate.

Autore Maura Carpentieri

Associate

Milano

m.carpentieri@lascalaw.com

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