28.10.2026 Icon

Cat Nat, la prova dei numeri

A oltre un anno dall’avvio dell’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali, le coperture per le imprese crescono rapidamente, ma restano lontane da una diffusione generalizzata. E soprattutto l’andamento dei danni atmosferici mostra che rispettare la legge non significa necessariamente essere protetti dai rischi che minacciano l’attività produttiva. È il quadro emerso dalla relazione presentata il 9 ottobre 2026 da Dario Focarelli, Senior Advisor ANIA, al XXXII Convegno RIB-Assigeco, svoltosi l’8 e il 9 ottobre a Saint-Jean-Cap-Ferrat, in Francia. I dati confermano la direzione indicata dalla guida ANIA-Confindustria pubblicata a settembre: per il settore assicurativo la sfida non si esaurisce nell’aumento delle polizze, ma riguarda la qualità della protezione e la capacità delle imprese di ripartire dopo un sinistro.

Polizze triplicate, ma microimprese ancora scoperte

Secondo le stime ANIA, al 30 giugno 2026 erano in essere 756.412 polizze conformi all’obbligo, contro 245.014 un anno prima: un aumento del 209%. I premi annui di portafoglio, al netto delle imposte, hanno raggiunto circa 528 milioni di euro, dai 196 milioni del giugno 2025 (+169%), pari all’11,4% dei premi contabilizzati nel ramo Incendio nel 2025. Nonostante la crescita, le imprese assicurate rappresentano appena il 16,8% di quelle soggette all’obbligo. Il progresso risulta inoltre disomogeneo: le imprese assicurate di grandi dimensioni sono aumentate del 350%, contro il 165% delle microimprese, confermando proprio in quest’ultima fascia il principale divario di protezione. La diffusione è condizionata anche dal sistema delle conseguenze dell’inadempimento, che incide sull’accesso a determinate agevolazioni pubbliche senza prevedere una sanzione pecuniaria automatica. L’obiettivo, per gli operatori, è quindi rendere comprensibile il valore della garanzia oltre la sua natura obbligatoria.

Gli eventi più frequenti fuori dalla garanzia minima

La relazione dedica particolare attenzione ai fenomeni atmosferici del 2026. Nei primi sei mesi Datameteo ha censito 2.983 eventi grandinigeni in Italia, il dato più elevato della serie 2020-2026 e superiore del 51% alla media del periodo 2020-2025; 231 episodi hanno raggiunto livelli di severità associati a danni diffusi. Per le tempeste convettive di luglio, le perdite assicurative sono stimate nell’ordine di 500-660 milioni di euro, mentre per l’intero 2026 ANIA prevede fino a 4 miliardi di euro di sinistri da eventi naturali estremi. Eppure la copertura obbligatoria riguarda terremoti, alluvioni, inondazioni, esondazioni e frane, non automaticamente grandine e vento forte. Questo scarto, già evidenziato nella guida ANIA-Confindustria, richiama la necessità di garanzie complementari per gli eventi atmosferici, le merci e l’interruzione dell’attività: il danno materiale indennizzabile, infatti, non esaurisce necessariamente la perdita economica subita dall’impresa.

Prezzi, sostenibilità e consulenza

Sul fronte tariffario, il premio medio nazionale delle polizze rilevate da ANIA è sceso da 800 a 698 euro tra giugno 2025 e giugno 2026, ma la media nasconde differenze significative legate a dimensione aziendale, valore dei beni e territorio. Per le microimprese si attesta a 120 euro e per le PMI a 317 euro, con variazioni geografiche che impongono una valutazione puntuale dell’esposizione. Quanto alla sostenibilità del mercato, il combined ratio del comparto Incendio e altri danni ai beni è rimasto pressoché stabile, dal 98,5% al 98,6%, ma questo indicatore non misura la redditività delle sole Cat Nat e non consente di confrontare direttamente i premi di portafoglio con i sinistri di un semestre. Per compagnie, broker e intermediari, il punto è piuttosto coniugare tariffe tecnicamente adeguate, chiarezza sulle esclusioni e prevenzione, integrando la polizza minima con la protezione della continuità aziendale. Il vero bilancio dell’obbligo si misurerà meno sulla raccolta che sulla sua capacità di ridurre il protection gap.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

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