Due giorni dopo la chiusura della record date per registrare le azioni in vista dell’assemblea del Monte dei Paschi di giovedì prossimo, i soci hanno iniziato a depositare i titoli per partecipare alle assise. Avrebbe già indicato il suo 13,5% di Mps il gruppo Caltagirone. E potrebbe aver fatto altrettanto anche Delfin con il suo 17,6%. Giusto il tempo di raccogliere i certificati azionari e dare le deleghe di voto. Edizione parteciperà con il suo 1,45%. I grandi azionisti — che valgono oltre il 32-33% del capitale — si sono già impegnati a votare contro la strategia difensiva disegnata dal Monte per sbarrare la strada all’Opas di Intesa Sanpaolo.
Da soli bastano a fermare il progetto del ceo Luigi Lovaglio: in particolare la doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm, l’extra dividendo di 4 miliardi e la riduzione del capitale sociale. Punti che per essere approvati richiedono i due terzi dei voti favorevoli.
Ipotizzando un’affluenza in assemblea tra il 65 e il 70% del capitale, in base alla media di quelle precedenti, la partita appare chiusa a favore dell’offerta della Ca’ de Sass.
Il rilancio di 25 centesimi per azione della componente cash dell’offerta ha consolidato il fronte contrario, anche perché la banca guidata da Carlo Messina ha subordinato la prosecuzione dell’Opas al voto contrario al progetto del Monte dei Paschi di Siena.
«La speranza non deve mai morire», ha detto ieri il presidente di Mps, Cesare Bisoni, a margine del comitato esecutivo dell’Abi. Anche azionisti minori come Praude (0,7%), Fondaco Lux (0,41%) e Goldstone (1-2%) si sono già schierati sfavorevolmente. Venerdì è poi attesa la posizione della deputazione generale della Fondazione Mps (0,2%).
I fondi
Ora è attesa la scelta di campo dei grandi fondi tra cui Blackrock, Vanguard e Norges
Non depositerà le azioni il ministero dell’Economia (4,9%). Mentre deve ancora decidere Banco Bpm (3,7%) come ha ricordato ieri il presidente Massimo Tononi. L’istituto deciderà in un cda ad hoc e potrebbe scegliere di non partecipare. Il Crédit Agricole, azionista a ridosso del 30% del Banco si era già espresso sfavorevolmente.
Sull’operazione di Intesa, che attende il via libera della Banca centrale europea la prossima settimana, «ci sono ragioni di ottimismo ma, anche per rispetto del mercato, attendiamo di vedere cosa succede», ha dichiarato il presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone.
Intanto ieri, nell’ambito dell’istruttoria avviata dall’Antitrust sull’Opas di Intesa, sono stati sentiti i rappresentanti di Mps.
I fondi in assemblea saranno protagonisti. Nei prossimi giorni sono attese le indicazioni di Blackrock, Vanguard e Norges che hanno posizioni in Mps e in Intesa. E’ possibile che si allineino ai proxy advisor che avevano consigliato di votare contro la difesa di Mps. Ma erano stati favorevoli alla fusione del Monte con Mediobanca.