La raccolta assicurativa italiana apre il 2026 all’insegna della stabilità, ma il dato complessivo nasconde movimenti tutt’altro che marginali. Nel primo trimestre i premi raggiungono 46,3 miliardi di euro, appena lo 0,2% in più rispetto a un anno prima: il Vita arretra dell’1,2%, mentre il Danni continua a crescere del 3,8%. Guardando alla serie storica 2012-2026, il quadro che emerge dal nuovo report IVASS è quello di un mercato che non smette di espandersi, ma cambia progressivamente composizione: nel Vita aumenta il peso delle unit-linked e resta decisivo il canale bancario, mentre nel Danni la crescita si allarga oltre l’Auto, trainata soprattutto da Salute e Property.
Vita: meno ramo I, più unit-linked
La flessione del Vita, sceso a 32,5 miliardi, va letta con attenzione perché riflette andamenti molto diversi tra i singoli rami. Le polizze tradizionali di ramo I restano di gran lunga la componente principale, con 19,3 miliardi di premi, ma cedono il 4% rispetto al primo trimestre 2025. In direzione opposta si muove il ramo III: le unit-linked crescono del 6,8% e raggiungono 11,5 miliardi, confermando una fase espansiva che sta modificando progressivamente la struttura della raccolta. Più marcata la contrazione dei fondi pensione di ramo VI (-19,6%) e delle operazioni di capitalizzazione di ramo V (-10%), mentre le polizze Long Term Care aumentano del 16,3%, pur partendo da volumi ancora contenuti.
Il dato interessante non è quindi soltanto la lieve riduzione dei premi, ma il loro progressivo spostamento verso prodotti nei quali la componente finanziaria e il rischio a carico dell’assicurato assumono un peso maggiore. Una tendenza che acquista ulteriore rilievo considerando che i premi unici rappresentano ancora l’85,6% della raccolta Vita e che la nuova produzione si mantiene poco sotto il 75% del totale. Il mercato resta dunque fortemente dipendente dalla capacità di intercettare nuovi flussi di risparmio, più che dalla stabilità di una raccolta periodica di lungo periodo.
Anche sul piano distributivo la fotografia è molto netta. Sportelli bancari e postali e consulenti finanziari raccolgono insieme il 76,2% dei premi Vita, percentuale che sale all’80,5% per le sole polizze individuali. Le banche, da sole, intermediano il 60% della raccolta e mantengono un ruolo dominante sia nel ramo I sia nel ramo III. Il dato conferma quanto la dinamica del Vita continui a essere strettamente collegata alle scelte di allocazione del risparmio finanziario delle famiglie e alle strategie distributive del sistema bancario.
Danni: la crescita non passa più soltanto dall’Auto
È nel Danni che il report registra il movimento più lineare. La raccolta sale a 13,8 miliardi, circa mezzo miliardo in più rispetto al primo trimestre 2025, con una crescita che interessa contemporaneamente Auto e Non-auto. Il comparto Auto raggiunge 5,4 miliardi (+4,6%): accanto alla RC Auto, che arriva a 3,9 miliardi, prosegue soprattutto l’espansione delle coperture Corpi veicoli terrestri, cresciute del 7,1%. Il loro peso sul comparto Auto è ormai pari al 28%, più del doppio rispetto al 13,4% registrato nel 2012.
Ancora più significativo, in prospettiva, è il contributo dei rami Non-auto, che raggiungono 8,4 miliardi (+3,2%). Quasi tutta la crescita proviene dalla Salute, in aumento dell’8,3%, mentre il Property sale del 3,5%, sostenuto in particolare dal ramo Incendio (+6,7%). IVASS segnala che quest’ultimo andamento si colloca nel contesto della graduale estensione dell’obbligo di copertura dei rischi catastrofali per le imprese, precisando tuttavia che i dati aggregati non consentono ancora di isolare l’effetto specifico della nuova disciplina. È un’avvertenza importante: il primo trimestre offre un segnale coerente con l’ampliamento della domanda di protezione contro i rischi climatici e patrimoniali, ma sarebbe prematuro attribuirne interamente la crescita all’obbligo assicurativo.
Un mercato più ampio, ma soprattutto diverso
La prospettiva quindicennale è forse l’elemento più utile del report. Nel primo trimestre 2012 la raccolta complessiva era pari a circa 27,6 miliardi; nel 2026 raggiunge 46,3 miliardi. Ma più della crescita nominale dei volumi conta il cambiamento interno al mercato. Nel Vita si riduce il numero degli operatori e cresce il peso relativo dei prodotti unit-linked, mentre nel Danni l’espansione è sempre meno riconducibile alla sola RC Auto e coinvolge rischi che stanno assumendo maggiore rilevanza economica e sociale, dalla salute alla protezione del patrimonio. Allo stesso tempo, i modelli distributivi restano fortemente caratterizzati: banche e consulenti nel Vita, agenzie nel Danni, dove queste ultime raccolgono l’86% della RC Auto e il 57,2% degli altri rami.
Il primo trimestre 2026 non segnala dunque una rottura nei volumi, ma rende più evidente una trasformazione già in corso: il settore assicurativo cresce soprattutto dove cambia il bisogno di protezione o cambia il modo in cui il risparmio viene investito. Per imprese e distributori, il punto non sarà soltanto raccogliere più premi, ma comprendere quanto questi spostamenti siano strutturali e come incidano su prodotti, reti distributive, profili di rischio e tutela degli assicurati.
07.10.2026