L’a.d. Luigi Lovaglio punta sul sostegno degli azionisti di Mps per dare seguito al progetto di crescita della banca e, in particolare, si dice fiducioso che Delfin e il gruppo Caltagirone ne riconosceranno il valore. A un mese dall’assemblea del 29 ottobre, chiamata a esaminare le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, il banchiere torna a chiedere ai soci di valutare il progetto di mantenere in piedi un’alternativa a Intesa Sanpaolo. «Onestamente, in questa fase non abbiamo un piano B ma l’ispirazione può arrivare quando bisogna fare qualcosa di importante per gli azionisti in tempi brevi», ha detto Lovaglio in un’intervista a Bloomberg Tv.
Il primo obiettivo resta quello di ottenere dall’assemblea il via libera per mantenere aperta un’alternativa all’opas di Intesa Sanpaolo. «L’assemblea del 29 ottobre non è un referendum sulle operazioni di Intesa e di Mps, ma un’opportunità per i nostri azionisti di mantenere viva un’alternativa all’offerta di Intesa», ha aggiunto il numero uno dell’istituto senese. «Un’alternativa che consentirà di esercitare una pressione competitiva sul prezzo e di perseguire quello che riteniamo sia il nostro obiettivo: generare il massimo valore per i nostri azionisti».
Il Monte potrebbe anche avviare il confronto con Generali e Crédit Agricole per definire i dettagli del progetto. Lovaglio è fiducioso sul possibile sostegno della Banque Verte: «Credo fermamente che Agricole sia un’istituzione molto corretta: hanno sempre agito con trasparenza nelle loro decisioni e sono fiducioso che sosterranno questa iniziativa, che offre un notevole potenziale di creazione di valore».
Sul fronte degli azionisti, Lovaglio si è soffermato su Delfin e Caltagirone: «Non ho avuto l’occasione di parlarne con loro, ma sono sicuro che sapranno riconoscere il valore del nostro progetto. Gli azionisti di Mps sapranno riconoscere il valore che abbiamo creato oggi con il dividendo, e che creeremo domani con il progetto che abbiamo davanti per raggiungere un livello più alto di competizione sul mercato italiano». Intanto il governo ha scelto di non partecipare all’assemblea e Lovaglio interpreta la decisione nel quadro della neutralità annunciata dall’esecutivo. Infine, partita aperta anche sul versante Unicredit: «Nell’attuale stagione di risiko la posizione di Unicredit è una strategia di attesa, ma la possibilità che possa intervenire acquisendo filiali è concreta».