18.05.2026 Icon

Credito al consumo ed estinzione anticipata: vanno rimborsati tutti i costi!

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul complesso tema della restituzione, in caso di estinzione anticipata, dei costi sostenuti in sede di erogazione del credito al consumo, richiamando l’orientamento già ribadito, di ispirazione comunitaria, secondo i quali essi vanno tutti rimborsati senza distinzione.

La fattispecie

Nella vicenda esaminata dal Collegio, il debitore domandava, dopo aver estinto anticipatamente un finanziamento (stipulato nel 2013) a norma dell’art. 125-sexies del Testo Unico Bancario, la riduzione di tutte le spese connesse alla sua erogazione, sia di quelle c.d. recurring (riferite a prestazioni continuative) che di quelle c.d. up front (riferite a prestazioni limitate alla stipula).

La Banca, invece, sosteneva di dover diminuire unicamente i costi recurring, sul presupposto che la norma citata, prima della modifica operata nel 2021 a seguito delle pronunce comunitarie, non legittimasse il rimborso dei costi up front.

La decisione

La Suprema Corte, con la recentissima Sentenza n. 13328 dell’08.05.2026, confermando le decisioni di primo e secondo grado, ha accolto la domanda del debitore, ispirandosi ai principi eurocomunitari già affermati in passato.

Anzitutto, viene richiamata la famosa Sentenza Lexitor del 2019, con la quale la Corte di Giustizia Europea ha chiarito che, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, il consumatore ha diritto alla riduzione di tutti i costi sostenuti a riguardo, senza distinzioni.

Addirittura, precisano i Giudici, nei contratti di credito al consumo, un’eventuale clausola che distingua i costi rimborsabili è stata considerata vessatoria ai sensi dell’art. 33 del Codice del Consumo da costante giurisprudenza di legittimità.

Infine, afferma il Supremo Collegio che, contrariamente a quanto sostenuto dalla Banca e come invece affermato più volte in passato, l’interpretazione data dal Giudice Europeo ha efficacia retroattiva e, dunque, la citata sentenza colpisca anche i contratti stipulati prima della pronuncia.

Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Banca, condannandola alla restituzione, pro quota, di tutti i costi sostenuti dal consumatore in sede di stipula.

Considerazioni conclusive

La decisione affronta una questione dibattuta e complessa, districandosi tra orientamenti già consolidati e pronunce comunitarie, affermando chiaramente un principio di diritto destinato, inevitabilmente, a condizionare il mercato del credito al consumo, soprattutto riguardo alla fase negoziale.

Autore Rocco Filippo Litterio

Trainee

Milano

r.litterio@lascalaw.com

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