Si conferma il tentativo (pur difficile) della comunità internazionale di meglio regolare il delicatissimo campo dell’intelligenza artificiale (IA). A Bruxelles, il Consiglio ha approvato ieri definitivamente l’impianto legislativo messo a punto dall’Unione europea (in marzo aveva dato il via libera il Parlamento). A Seul, durante una conferenza internazionale, 16 società del settore si sono impegnate a maggiore responsabilità nel garantire sicurezza e trasparenza.
Il regolamento europeo adotta un approccio basato sul rischio, imponendo ai vari sistemi di intelligenza artificiale vincoli proporzionati ai pericoli che essi rappresentano per la società. I sistemi di IA che contengono solo un rischio limitato saranno soggetti a obblighi di trasparenza molto leggeri, mentre i sistemi ad alto rischio – utilizzati ad esempio nelle infrastrutture critiche, nell’istruzione, nelle risorse umane o nelle forze dell’ordine – saranno soggetti a requisiti più stringenti.
Come detto, il testo era già stato approvato a larga maggioranza dal Parlamento in marzo (si veda Il Sole/24 Ore del 14 marzo). A questo punto, il regolamento entrerà in vigore per lo più nel 2026. L’Unione europea diventa così la prima giurisdizione al mondo a regolare questo ambito. Nel mettere a punto la legislazione, il tentativo è stato di trovare un equilibrio tra il desiderio di controllare un ambito dalle molteplici ricadute e la volontà di promuovere l’innovazione.
Nel frattempo, in Corea del Sud, si sta riunendo tra ieri e oggi, per la seconda volta, un summit internazionale dedicato all’intelligenza artificiale (il primo si era tenuta l’anno scorso a Bletchley Park, in Gran Bretagna). Un gruppo di 16 aziende si è impegnato a nuovi sforzi per evitare che questa tecnologia scappi loro di mano. Tra le altre cose, le imprese hanno promesso di rendere pubblico il modo in cui valutano la sicurezza delle loro invenzioni.
In particolare, l’obiettivo è di determinare quali siano i rischi “considerati intollerabili” e cosa faranno le aziende per garantire che queste soglie non vengano superate. I limiti verranno messi a punto entro il prossimo summit previsto in Francia nel 2025. Tra le aziende che accettano queste nuove regole di sicurezza ci sono le americane Microsoft, Amazon, IBM e Meta, la francese Mistral AI e la cinese Zhipu AI.
Notava ieri Giorgos Verdi, analista dello European Council on Foreign Relations: «Mentre Stati Uniti e Regno Unito si concentrano sulla sicurezza dell’IA, l’Unione europea appare più preoccupata dai rischi per i diritti umani. La UE ritiene che il processo iniziato a Bletchley Park sia solo uno dei tasselli della governance globale. Alla luce di queste diverse visioni, progressi sostanziali verso un approccio coordinato saranno difficili».