08.08.2022 Icon

Vessatorietà della clausola che disciplina gli interessi di mora

Il Tribunale di Salerno afferma che la clausola che prevede l’applicazione di interessi moratori non contrasta con la disciplina dei consumatori ed è pienamente conforme ai principi del nostro ordinamento.

Nella fattispecie, due consumatori contestavano la (presunta) vessatorietà della clausola che disciplina gli interessi moratori per il ritardo nel pagamento delle rate di un contratto di finanziamento.

Gli attori richiamavano la disciplina dei consumatori e ritenevano che la clausola fosse inefficace in quanto contrastante con le norme del codice del consumo.

Il Giudice investito della questione ha respinto in apice la tesi degli attori rilevando che la clausola in questione era stata pattuita in forma scritta ed era stata oggetto di approvazione specifica ai sensi degli artt. 1341-1342 c.c.

La sentenza, in breve, statuisce che la clausola che disciplina gli interessi di mora non contrasta con le previsioni della normativa dei consumatori e che, dunque, la stessa è valida ed efficace se approvata con la cd. doppia sottoscrizione non risultando necessario nessun ulteriore presidio a tutela della parte debole.

Per l’effetto, il Giudice chiarisce che la pattuizione degli interessi moratori si pone in perfetta armonia con il diritto comune (ergo, la disciplina degli artt. 1341-1342 c.c.) e che tale istituto non viola in alcun modo la disciplina speciale contenuta nel codice del consumo.

Questa è la motivazione del Tribunale: “quanto alla pretesa vessatorietà delle clausole contrattuali, è appena il caso di precisare come, dalla documentazione versata in atti, risulti la regolare e puntuale sottoscrizione ad opera degli opponenti di tutte le clausole riportate nelle condizioni generali di contratto, ivi inclusa quella relativa alle conseguenze del ritardato o mancato pagamento (art. 12 delle predette condizioni), ragione per la quale tale eccezione non può trovare accoglimento in quanto smentita per tabulas. Tale clausola, infatti, risulta essere stata oggetto di specifica sottoscrizione ai sensi e per gli effetti dell’art. 1341 c.c., in tal modo assolvendo all’onere della doppia sottoscrizione all’uopo prescritta dal legislatore ai fini della opponibilità di tali clausole al consumatore che aderisce alle condizioni generali di contratto unilateralmente predisposte dall’altro contraente”.

Autore Carlo Giambalvo Zilli

Associate

Milano

c.zilli@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Credito Al Consumo ?

Contattaci subito