31.05.2022 Icon

Spy stories… in condominio

La lite nasce in un condominio allorquando alcuni condomini lamentano la presenza di telecamere “h 24” installate dal proprietario dei locali a piano terra.

L’impianto viene ritenuto illegittimo in quanto, sostengono gli altri condomini, installato senza alcuna autorizzazione da parte dell’assemblea. 

Il proprietario dei locali si rivolge alla giustizia per chiedere che venga accertato il suo buon diritto di installare l’impianto di videosorveglianza, ma la domanda viene rigettata.

Il proprietario non si arrende e propone appello invocando l’art. 5 del d.lgs n.196/2003 posto che “è possibile riprendere le immagini dei pianerottoli e delle scale, in quanto dette parti comuni non assolvono alla funzione di consentire l’esplicazione della vita privata al riparo da sguardi indiscreti e che non costituiscono reato le video riprese di un pianerottolo e l’ingresso di un garage condominiale». 

È quindi vietato riprendere il vicino di casa all’interno del proprio domicilio, ma non mentre scende le scale o prende l’auto parcheggiata in garage. 

Di conseguenza le sue telecamere non violano la privacy del vicinato e sono del tutto legittime.

L’appellante eccepisce inoltre che il giudice di primo grado avrebbe mal interpretato l’art. 1122 ter cod. civ. che prevede che “le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell’articolo 1136. 

Tuttavia la norma non potrebbe essere applicata al caso in esame in quanto le telecamere non riprendono parti comuni dell’edificio in quanto istallate per uso esclusivamente personale.

La Corte d’Appello di Catania, con la sentenza in commento, gli dà ragione e accoglie l’appello. 

L’art. 1122 ter cod. civ., secondo la Corte territoriale, non può trovare applicazione quando, come nel caso in esame, l’impianto di videosorveglianza sia stato installato per proteggere i beni del singolo Condominio.

Rileva infatti la Corte che le due telecamere “sono fisse, contrapposte, puntate in modo da sorvegliare l’ingresso dei locali a piano terra, senza possibilità di allargare la visuale agli spazi circostanti”. 

In sintesi, in tema di videosorveglianza e tutela della privacy in ambito condominiale, essendo necessario tutelare l’incolumità fisica personale e familiare, trova applicazione il criterio dellaproporzionalità tra la sicurezza e la privacy trovando un giusto bilanciamento tra le due posizioni. 

Nel caso in esame, a parere della Corte, l’impianto appare del tutto legittimo in quanto le telecamere, pur riprendendo un vialetto condominiale, non riprendono l’interno della proprietà di altri condòmini per cui non sarebbe in grado di violare la privacy degli altri comproprietari.

Corte App. Catania, 15 febbraio 2022, n. 317

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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