04.08.2022 Icon

Spese per ripristinare la continuità delle trascrizioni: no all’ammissione in prededuzione

Con un recente provvedimento reso nel corso di una procedura esecutiva immobiliare, il Tribunale di Venezia, nel decidere sulle osservazioni formulate dal creditore procedente al progetto di distribuzione, ha fornito un chiarimento in merito alla natura delle spese da riconoscere in prededuzione.

Nel caso di specie, il creditore procedente promuoveva una procedura esecutiva immobiliare nei confronti dei debitori, meri chiamati all’eredità, avente ad oggetto un immobile ancora intestato al dante causa degli stessi.

Nel corso della procedura esecutiva, il C.T.U. rilevava l’assenza della continuità delle trascrizioni nel ventennio anteriore al pignoramento, in quanto mancava appunto la trascrizione dell’accettazione dell’eredità del de cuius da parte dei debitori esecutati.

Invitato a prendere posizione sulla questione, il creditore pignorante precisava che era già stato promosso un giudizio nei confronti dei chiamati all’eredità, odierni esecutati, il cui secondo grado si era concluso con sentenza definitiva di accertamento della loro qualità di eredi del defunto intestatario, sentenza trascritta nelle more degli accertamenti effettuati dal C.T.U.

Il creditore procedente, pertanto, depositava un atto di intervento nella procedura esecutiva al fine di vedere ammesse in prededuzione le spese legali liquidate a suo favore nei due gradi di giudizio di accertamento sopra citato, oltre l’imposta di registrazione e le spese di trascrizione della relativasentenza.

A seguito dell’aggiudicazione dell’immobile pignorato, il professionista delegato redigeva ilprogetto di distribuzione escludendo le spese legali liquidate in favore del creditore procedente nei giudizi di accertamento della qualità di erede, non ritenendo compiutamente dimostrato che tali spese fossero state sostenute nell’interesse comune dei creditori e che fossero indispensabili al fine di ottenere la continuità delle trascrizioni.

Avverso il progetto di distribuzione, il creditore procedente depositava delle osservazioni chiedendo il riconoscimento delle spese sostenute in prededuzione in quanto necessarie per il riconoscimento della qualità di eredi degli esecutati.

Chiamato a pronunciarsi sulla questione, il Tribunale di Venezia non ha ritenuto meritevoli di accoglimento le osservazioni al progetto di distribuzione formulate dal creditore procedente. 

In particolare, il Giudicante ha rilevato che una esecuzione iniziata nei confronti di soggetti che non siano titolari del bene pignorato non è procedibile. È, infatti, solo una mera prassi, seguita anche dalTribunale di Venezia, quella di consentire al creditore procedente di ripristinare la continuità delle trascrizioni disponendo, nel frattempo, dei rinvii della procedura esecutiva in luogo della chiusura anticipata della stessa.

Pertanto, il solo fatto che si consenta al procedente di sanare il vizio di improcedibilità della espropriazione, mediante l’instaurazione di un giudizio di cognizione ordinaria, non puògiustificare, a posteriori, il riconoscimento della prededuzione delle spese inerenti a tale giudizio.

Sulla base di tale ragionamento, il Giudice dell’esecuzione ha dichiarato approvato il progetto di distribuzione con conseguente estinzione della procedura esecutiva.

Autore Judyta Granatyr

Associate

Milano

j.granatyr@lascalaw.com

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