19.09.2022 Icon

Sovraindebitamento: liquidazione del patrimonio senza patrimonio da liquidare

La domanda di liquidazione del patrimonio proposta ai sensi degli artt. 14 ter e ss. L. 3/2012, ove l’attivo da distribuire ai creditori risulti costituito unicamente dal contributo messo a disposizione da un soggetto esterno, ed inoltre difetti un patrimonio dell’istante da liquidare, deve essere dichiarata inammissibile.

Nella fattispecie il Tribunale di Mantova, letto il ricorso formulato dal sovraindebitato e rilevato, inoltre, come quest’ultimo fosse senza occupazione e privo di alcun patrimonio, ha considerato non ammissibile la domanda.

L’inammissibilità della domanda di apertura di liquidazione del patrimonio è stata pronunciata a fronte dell’incapienza del patrimonio del debitore. Ciò atteso che nel caso di specie il debitore, disoccupato, percepiva la sola cifra mensile di Euro 350,00 derivante da un contributo esterno messo a disposizione da un parente.

Si sottolinea come, fin dall’entrata in vigore della Legge 3/2012, la dottrina e giurisprudenza si siano interrogate sulla possibilità per un soggetto sovraindebitato di accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio, qualora sprovvisto di qualsivoglia patrimonio da liquidare.

Secondo l’orientamento maggioritario è (o meglio “era”, a fronte dell’avvenuta entrata in vigore del Codice della Crisi) possibile accedere alla liquidazione del patrimonio anche nei casi in cui l’unico attivo della procedura sia costituito da quote di reddito del soggetto sovraindebitato.

A supporto di tale tesi si richiama anche quanto espressamente previsto dalla L. 3/2012, ossia che i beni sopravvenuti nei quattro anni successivi al deposito della domanda di liquidazione costituiscono oggetto della stessa.  

Così come alcune pronunce si sono espresse favorevolmente nel senso dell’ammissibilità della liquidazione del patrimonio con sola finanza esterna.

Seppur sia vero quanto sopra, v’è da rilevare che l’avvio di una procedura concorsuale liquidatoria in assenza di un patrimonio da liquidare non consentirebbe alcun soddisfacimento dei creditori concorsuali, fatta salva l’eventualità di beni sopravvenuti. 

Si ritiene che sia stata questa la valutazione effettuata dal Tribunale di Mantova nel dichiarare non ammissibile la domanda di liquidazione del patrimonio basata su sola finanza esterna, a fronte della rilevata assenza di un patrimonio mobiliare e immobiliare da liquidare e dell’assenza di probabili redditi futuri del debitore istante.

Autore Roberto Plebani

Trainee

Milano

r.plebani@lascalaw.com

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