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Ecco i posti dove si lavora meglio

Tecnologia, finanza, telecomunicazioni e tanto pharma, non necessariamente big. Si trovano in questi settori le società che offrono i posti migliori per lavorare. Parola di Great place to work (Gptw), il marchio di consulenza che, come ogni anno, ha stilato la classifica del Best Workplace. Il sondaggio di partenza è anche un’importante analisi del clima che si respira dentro le aziende italiane in un periodo molto particolare, dopo lo scoppio della pandemia. Le quattro graduatorie, rivelate ieri durante una diretta su Corriere.it rispondono ad altrettanti gruppi sulla base del numero di dipendenti. Tra i big, cioè le imprese con oltre 500 addetti vince Msd consociata italiana della quotata americana Merck & co, realtà biotech e di prodotti farmaceutici, guidata in Italia dalla managing director Nicoletta Luppi. In seconda posizione si è piazzata American Express che in Italia dà lavoro a 1.100 persone, di cui due terzi sono donne. Anche il vertice è femminile: nel ruolo di country manager c’è Melissa Ferretti Peretti. Chiude il podio un’altra biotech come AbbVie, mentre al quarto posto va segnalato il piazzamento di Dhl Express, un colosso dei trasporti e della logistica ancora una volta capitanato da una donna, Nazzarena Franco, che dice: «Credo che l’impresa debba avere anche una funzione sociale, per questo abbiamo programmato momenti di ascolto dei dipendenti e realizzato con loro attività online come le lezioni di cucina o yoga, che sono molto partecipati».

Guardando agli altri gruppi, in quello fino a 499 dipendenti vince l’americana Cisco System tallonata da Zeta Service, una realtà nazionale di servizi professionali in outsourcing mentre al terzo posto c’è Salesforce, la piattaforma nata a San Francisco attiva nel marketing digitale, in forte crescita anche in Italia. Fuori dal podio, ma meritano una citazione, i giovani di Bending Spoons, la software house milanese che ha inventato la app Immuni (poi ceduta gratuitamente al governo) arrivata in pochi anni a 200 dipendenti. Tornano ad affermarsi le realtà farmaceutiche nel gruppo fino a 149 dipendenti: vince Biogen e al terzo posto va Zoetis mentre l’argento è per Insight technology solutions. Infine, tra le piccole startup con meno di 50 lavoratori vince Accuracy, realtà con casa madre francese e attiva anche nel nostro Paese che fa consulenza finanziaria.

«Il Best Workplace completa un percorso di ricerca durato un anno, nel quale abbiamo analizzato 128 aziende e ascoltato i pareri di oltre 53 mila persone attorno al tema del proprio lavoro — spiega Alessandro Zollo, amministratore delegato di Gptw —. Ci focalizziamo su aspetti come la fiducia dei collaboratori nei manager o nell’organizzazione, la capacità di ascolto dei bisogni, il sostegno nel bilanciamento tra vita e ufficio, in particolare per le donne, il senso di equità».

Ne viene fuori un Trust index che nel 2020 è aumentato di quattro punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Una sorpresa? Fino a un certo punto, è convinto l’esperto: «Molte realtà si sono attivate offrendo ai collaboratori servizi di counseling per affrontare i disagi emotivi, oppure attività di formazione al benessere. Per non parlare del supporto allo smart working».

Molto ancora cambierà da questo punto di vista, ne è convinta Arianna Palano, che dentro lo studio di architettura Il Prisma guida la business unit dedicata alla worksphere: arriva a ipotizzare un completo stravolgimento dell’idea di ufficio in futuro. L’obiettivo delle aziende è tener legati i talenti e non perderne la produttività. Gli analisti di Gptw hanno misurato se esiste una relazione tra la soddisfazione sul posto di lavoro e la crescita del fatturato: risposta positiva con un aumento costante dal 2015. Ovvio, nel 2020 la situazione è cambiata: pur aumentando la fiducia, il giro d’affari per i marchi tradizionali è diminuito. Ma calcolando anche le startup tecnologiche il risultato economico torna in alto. Come il gradimento dei collaboratori.

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