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Caso GameStop, ora i titoli crollano La rivolta in Borsa scuote la politica

La corsa ad acquistare in Borsa titoli considerati sottovalutati e la sfida della massa dei piccoli investitori online agli short seller della grande finanza di Wall Street continua e diventa planetaria: una febbre che si diffonde dagli Stati Uniti all’Australia, passando per India, Cina e ora, anche, Europa. Dopo GameStop, Blackberry, i cinema AMC, Express Inc e Koss, nel mirino del popolo degli «investitori ribelli» sono finite altre società in crisi considerate sottovalutate come American Airlines che ieri, a metà mattinata, guadagnava il 16%.

Ma intanto il titolo-simbolo della rivolta contro Wall Street, GameStop, ha perso circa un terzo del suo valore che si era moltiplicato di 17 volte nei giorni scorsi. È andata ancora peggio ad AMC che ha perso il 60%. In assenza di interventi da parte dei regolatori e delle autorità federali, a provocare l’inversione di rotta è stata la decisione di Robinhood, l’applicazione che consente di acquistare azioni facilmente dal proprio computer e senza pagare alcuna commissione, di limitare le transazioni su azioni oggetto di forti interventi speculativi. Misure analoghe sono state prese da altre piattaforme di trading online come Interactive Brokers.

Apprezzato dagli operatori, allarmati dalle eccessive oscillazioni dei titoli (e dalle decine di miliardi di dollari persi dagli short seller), l’intervento di Robinhood ha scatenato la furia dei piccoli investitori che avevano scommesso su GameStop: «Vi siete dati il nome di chi toglie ai ricchi per dare ai poveri, ma, limitando le contrattazioni state facendo l’esatto opposto» è l’accusa più ripetuta. Che stavolta dietro la battaglia tra due opposte forze speculative della finanza ci sia di più — un movimento di piccoli investitori giovani e digitali che estendono la loro rivolta contro l’establishment anche a Wall Street — è testimoniato dalla dura relazione ai limiti imposti da Robinhood venuta anche da parlamentari della sinistra radicale come Alexandria Ocasio Cortez e Rashida Tlaib.

Ma che in questi movimenti ci sia di tutto, anche ribelli di destra suggestionati dalle teorie cospirative QAnon, è confermato dal fatto che perfino Ted Cruz, senatore texano di estrema destra, si è scagliato contro Robinhood. Con lo spettacolo inedito del tweet di AOC commentato da Cruz: «Totalmente d’accordo con te» (risposta della Ocasio-Cortez: «Tre settimane fa mi volevi morta: faresti meglio a dimetterti»).

La questione è divenuta talmente importante anche politicamente da provocare un intervento della Casa Bianca: la portavoce di Biden ha assicurato che il ministro del Tesoro, Janet Yellen, sta monitorando attentamente la situazione. Lo stesso stanno facendo la Federal Reserve e la SEC, l’authority che sorveglia la Borsa. Wall Street auspica un suo intervento, ma fin qui i regolatori non si sono mossi. Coordinare l’acquisto di un titolo e auspicare l’aumento del suo valore non è reato, anche se il fatto di farlo usando potenti strumenti informatici capaci di creare dal nulla eserciti di speculatori crea scenari senza precedenti.

La legge punisce le comunicazioni false che influenzano i mercati. Nei prossimi giorni potrebbero, quindi, essere incriminati solo operatori che coi loro tweet hanno spinto agli acquisti piccoli investitori, in gran parte neofiti della finanza, con false promesse.

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