29.07.2022 Icon

Segnalazione negativa senza preavviso: tutto nella norma

Il Tribunale di Tivoli ha respinto la domanda di un ricorrente che aveva chiesto la cancellazione della segnalazione negativa associata al proprio nominativo e presente nella banca dati gestita da CRIF.

Il ricorrente si era visto negare l’accesso al credito per via della segnalazione attestante il ritardato pagamento di due rate di un finanziamento ipotecario stipulato dai genitori con l’istituto di credito resistente e dal medesimo garantito.

L’illegittimità della segnalazione, a parere del ricorrente, andava ricercata nella violazione dell’art. 4, co. 7, del codice di deontologia e buona condotta per i sistemi di informazioni creditizie, dell’art. 125, co. 3 T.u.b. e della Circolare della Banca d’Italia n. 139/1991 in quanto la trasmissione dei dati non era stata preceduta da alcuna comunicazione al segnalato che, nonostante il risanamento delle morosità pregresse, risultava pregiudicato dall’evidenza negativa che, oltre a cagionare un danno reputazionale, era motivo di diniego di finanziamenti ulteriori. 

Effettivamente, la segnalazione del ritardato pagamento delle rate del finanziamento non era stata preceduta da alcuna comunicazione da parte della Banca, ciononostante il Tribunale di Tivoli ha escluso la fondatezza della domanda considerato che il rapporto sottostante alla segnalazione era un finanziamento ipotecario “escluso dall’ambito oggettivo del capo II del T.u.b.” in base al dato letterale dell’art. 122, co. 1, lett. f, T.u.b.

Più precisamente, il Giudice, richiamando un recente arresto della Suprema Corte (Cass. Civ., 13/12/2021, n. 39769), ha analizzato il perimetro applicativo dell’art. 125 T.u.b. ed ha così concluso: “in tema di segnalazione alle Società di informazioni creditizie per la raccolta dei dati attinenti ai finanziamenti concessi ai soggetti censiti dagli intermediari aderenti, nella vigenza dell’art. 125 TUB (secondo la versione conseguente al D.Lgs. n. 141/2010) il profilo di legittimità della segnalazione in rapporto all’onere di preventivo avviso al debitore, che, per la prima volta, venga a essere classificato negativamente, assume rilievo unicamente ove si tratti di segnalazioni per operazioni di credito al consumo; ne segue che dalla mancanza di prova del perfezionamento dell’avviso presso il destinatario non può esser tratta la conseguenza della illegittimità della segnalazione ove questa riguardi, invece, finanziamenti esclusi dall’ambito applicativo del credito ai consumatori”

In definitiva, la mancata comunicazione preventiva rende la segnalazione illegittima se è a carico del consumatore e riguarda operazioni di credito al consumo suscettibili di rientrare nell’alveo dell’art. 125 citato: è solo questo il perimetro entro il quale l’intermediario o istituto bancario può essere condannato alla cancellazione della segnalazione.

Peraltro, il Giudice ha evidenziato che l’assunto interpretativo enunciato non poteva neppure dirsi smentito dal nuovo testo dell’art. 120 undecies del T.u.b. che ha esteso l’ambito di operatività del 125 T.u.b. al credito immobiliare solo a far data dal 4 giugno 2016, risultando inapplicabile al finanziamento ipotecario oggetto del giudizio stipulato in epoca anteriore. 

L’approfondita disamina della disciplina applicabile ha indotto il Tribunale a respingere il ricorso, con condanna del segnalato al pagamento delle spese di lite in favore della Banca resistente.

Autore Francesca Fiorito

Milano - UniQLegal

francesca.fiorito@uniqlegal.it

Desideri approfondire il tema Contratti Bancari ?

Contattaci subito