29.07.2022 Icon

Risarcimento del danno in materia brevettuale

La Suprema Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata con un’ordinanza in merito ai criteri per la determinazione del danno da lucro cessante in ambito brevettuale.

Nel caso di specie, i giudici (Cass. civ. sez. I, 23 giugno 2022 n. 20236) si sono espressi in merito ad una domanda di contraffazione di un brevetto ribadendo principi ormai consolidati in tema di risarcimento.

In tale pronuncia la Corte si è soffermata sull’art 125 c.p.i., norma conseguente alle modifiche introdotte dall’art. 17 del D.Lgs. 16 marzo 2006 n. 140, in attuazione dell’art. 13 della direttiva 2004/48/CE c.d. Direttiva Enforcement, e intitolata «Risarcimento del danno e restituzione dei profitti dell’autore della violazione». Tale articolo prevede che il risarcimento sia liquidato secondo quanto statuito dagli articoli 1223, 1226 e 1227 c.c., tenendo anche conto delle conseguenze economiche negative subite dal danneggiato. Tali conseguenze possono essere indicate, in via esemplificativa, nel mancato guadagno subito dal titolare del diritto leso e dai benefici realizzati dall’autore della violazione. 

Tuttavia, considerando che i fatti sono accaduti nel 2002, gli Ermellini hanno ritenuto ratione temporis non applicabile il c.d. criterio della “giusta royalty” di cui all’art. 125 c.p.i.

Da ciò deriva il fatto che il danno è risarcibile secondo una valutazione equitativa prevista in generale dagli artt. 1226 e 2056 c.c.

Nonostante ciò, la Cassazione nel caso di specie avvalla l’utilizzo della “giusta royalty” da parte della Corte di Appello e sancisce che, nonostante per le controversie antecedenti all’introduzione dell’art. 125 c.p.i. il computo dei mancati profitti del titolare del brevetto leso presupponga una valutazione su base equitativa ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c.,  è consentito al giudice di ricorrere alla “giusta royalty” se tale scelta viene motivata correttamente asserendo, ad esempio, che vi sia la «necessità di considerare una minima proporzione rispetto al risultato contabile correlato alle caratteristiche tecnologiche dei trovati».

Autore Sara Donati

Trainee

Milano

s.donati@lascalaw.com

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