24.06.2022 Icon

Prova della cessione e prescrizione del mutuo

Il Tribunale di Roma ha respinto l’opposizione a decreto ingiuntivo proposta, ritenendo pienamente provata la legittimazione attiva della cessionaria e rigettando l’eccezione di prescrizione con riferimento al contratto di mutuo.

Il Tribunale di Roma ha, dunque, confermato il prevalente orientamento giurisprudenziale, affermando che “L’art. 58 TU bancario prevede che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale produca gli effetti di cui all’art. 1264 c.c. nei confronti dei debitori ceduti”.

La pronuncia in commento si inserisce perfettamente nel solco delineato dalla Suprema Corte, la quale ha sempre ritenuto che “in tema di cessione in blocco dei crediti da parte di una banca, è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito in capo al cessionario la produzione dell’avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale recante l’indicazione per categorie dei rapporti ceduti in blocco, senza che occorra una specifica enumerazione di ciascuno di essi, allorchè gli elementi comuni presi in considerazione per la formazione delle singole categorie consentano di individuare senza incertezze i rapporti oggetto della cessione”. (Corte di Cassazione, sez. III civ., Pres. Amendola – Rel. Scoditti, con l’ordinanza n. 15884 del 13.06.2019 e prima ancora Cass. n. 31188/2017; nonché Cass. n. 17110/2019)”.

La Sentenza emessa dal Tribunale romano offre altresì un interessante contributo in tema di prescrizione del diritto al rimborso nei contratti di mutuo, ribadendo che “Nel contratto di mutuo la prescrizione del diritto al rimborso della somma mutuata inizia a decorrere dalla scadenza dell’ultima rata, atteso che il pagamento dei ratei configura un’obbligazione unica ed il relativo debito non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell’ultima rata (Cass Sez. 3, Sentenza n. 17798 del 30/08/2011). Il dies a quo da cui decorre il termine decennale di prescrizione deve essere individuato con riferimento alla risoluzione dei rapporti in esame da parte della banca. (Corte di appello di Milano, Sez _I civ., Pres. Bonaretti – Rel. Milone, con la sentenza n. 991 del 24.04.2020)”, precisando poi, a risoluzione di ogni eventuale dubbio che dovesse residuare, che “Il termine per la prescrizione è, dunque, come per ogni debito bancario, di dieci anni ma nel caso di mancato pagamento di una rata di un mutuo, questa rata va in prescrizione dieci anni dopo l’estinzione dell’intero mutuo”.

È ciò in un contesto in cui, la Cassazione aveva già affermato che “trattandosi di contratto di mutuo, e quindi di contratto di durata, in cui l’obbligo di restituzione del capitale sia differito nel tempo, i singoli ratei non costituiscono autonome e distinte obbligazioni, bensì l’adempimento frazionato di un’unica obbligazione. Ne consegue che la prescrizione decennale, applicabile al caso in esame, non può che decorrere dalla scadenza dell’ultimo rateo previsto nel piano di ammortamento e, perciò, come è stato ritenuto dai giudici di merito, dal giorno successivo alla data di scadenza per il pagamento dell’ultima rata del mutuo” (cfr. Cass., n. 19291/2010 del 10.09.2010).

Principio questo già ribadito anche dalla giurisprudenza di merito del Tribunale di Avellino, secondo cui “la rateizzazione in più versamenti periodici dell’unico debito nascente da un mutuo/finanziamento non ne determina il frazionamento in distinti rapporti obbligatori, neanche con riferimento agli interessi convenuti, che del finanziamento costituiscono il corrispettivo, od a quelli moratori, fondati sul presupposto dell’inadempimento e privi di cadenza periodica” (cfr. Trib. Avellino, Sent. n. 1436/2018 del 20.08.2018) e, più di recente, anche dal Tribunale di Rimini con la Sentenza n. 462/2020 del 21.07.2020.

Tribunale di Roma, 12 maggio 2022, n. 7382

Giorgia Antolini – g.antolini@lascalaw.com

Antonio Licenzaa.licenza@lascalaw.com

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