13.05.2022 Icon

Perfezionamento del contratto: la rilevanza dei comportamenti

La valida stipula del contratto non esige la sottoscrizione del documento contrattuale da parte della Banca, il cui consenso si può desumere alla stregua di atti o comportamenti alla stessa riconducibili.

Il Tribunale di Ivrea, con sentenza n. 440/2022, interviene in relazione all’eccezione di nullità per carenza di forma scritta in mancanza di sottoscrizione da parte della banca di un contratto di finanziamento e un contratto di concessione di linea di credito da utilizzarsi mediante carta di credito c.d. “revolving”, ritenendo che in presenza di determinate circostanze tali rapporti possano definirsi perfezionati.

Nello specifico la sentenza, riprendendo quanto già esposto dalla giurisprudenza di legittimità (cfr.: Cass. Civ. Sez. I, 14243 del 28/2/2018), precisa che il consenso della Banca alla conclusione del contratto, in assenza della sottoscrizione del documento, è desumibile in modo inequivoco dall’effettiva erogazione dell’importo finanziato (circostanza documentata con la produzione degli estratti di conto analitici), cui fa seguito, rispetto al contratto di finanziamento, il pagamento delle rate iniziali, e l’effettivo utilizzo della carta di credito c.d. “revolving” da parte dell’utilizzatore (circostanza anch’essa dimostrata dall’estratto conto analitico).

Per tali motivi, il Tribunale di Ivrea prosegue, affermando che: “Il contegno della Banca dimostra chiaramente la volontà di perfezionare il rapporto negoziale e di darvi attuazione e l’accettazione della proposta negoziale è stata recepita dal cliente il quale, a sua volta, ha beneficiato della somma finanziata provvedendo ad una sua parziale restituzione.”.

Per l’effetto, il Tribunale di Ivrea ha ritenuto pienamente dimostrata l’esistenza e l’efficacia delle fonti negoziali.

Trib. Ivrea, 13 aprile 2022, n. 440

Vito Leporale – v.leporale@lascalaw.com

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