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Zurigo alza l’asticella per Borsa italiana: sua l’offerta più ricca

Six, vale a dire la Borsa di Zurigo, avrebbe offerto più di tutti per aggiudicarsi Borsa italiana. Lo scrive Reuters e l’indicazione non ha ricevuto smentite. Possibile perchè Zurigo può contare sul “franco forte” e già con Madrid ha vinto la gara, battendo Euronext, per aver staccato l’assegno più consistente, tutto in contanti, garantendo nel contempo autonomia alla Bolsa spagnola. Si pensava che gli svizzeri avessero fatto la mossa nella penisola iberica per aprirsi un varco nell’area dell’euro, ma l’offerta (comunque ancora non vincolante) per il gruppo che gravita intorno a Piazza Affari fa ritenere invece che l’intento sia quello di creare massa critica anche all’interno della Ue, candidandosi a diventare uno dei principali player continentali. Per certo, quindi, al gruppo London Stock Exchange – che sta considerando di cedere gli asset italiani per concentrarsi sull’integrazione con Refinitiv e sul business dati – sono arrivate tre offerte non vincolanti: oltre a Six, si sono fatte avanti anche Euronext e Deutsche Börse. Tutte e tre si erano proposte anche per il solo Mts (il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato che fa capo per il 60% a Borsa Spa). Voci di una quarta offerta non hanno trovato riscontri.

Deutsche Börse, con 3,3 miliardi, è per ricavi la maggiore società-mercato d’Europa, un gruppo verticalmente integrato che finora si è sviluppato per crescita interna, anche perchè i tentativi di aggregazione all’estero (più volte con l’Lse) non sono andati a buon fine. Six, che fa leva su consolidate relazioni con gli investitori internazionali – che fanno di Zurigo la seconda piazza finanziaria europea dopo Londra – ha entrate per 1,3 miliardi di euro (includendo anche Madrid) e dal 2018 ha un ceo olandese, Jos Dijsselhof, che viene da Euronext e ha impostato una nuova strategia di espansione “federativa”, con prima tappa Madrid. A differenza delle altre, la Borsa di Zurigo non è quotata, ma fa capo a circa 120 istituzioni finanziarie, svizzere e internazionali. Euronext, che ha 0,7 miliardi di ricavi, con Borsa italiana – 0,5 miliardi di entrate complessive – si avvicinerebbe a Six. Il suo è un modello “federale” fin dall’origine: comprende le Borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Oslo e Dublino. Anni fa si era aggregata con il New York Stock Exchange, ma se ne era sganciata al momento dell’acquisizione della società che gestisce Wall Street da parte di Ice, e ora è di nuovo focalizzata a perseguire un progetto di Borsa dell’euro. Dalla sua ha di avere convinto Cdp e Intesa ad appoggiarla. Con la Cassa è stato firmato in questi giorni un memorandum of understanding che stabilisce i principi della partnership se l’operazione andrà in porto, conferendo a Milano sostanzialmente pari dignità con Parigi. Euronext utilizza anche le sue azioni per le acquisizioni che realizza, ma in questo caso la “carta” è moneta che non può spendere, dato che l’Lseg ha bisogno semmai di cash per finanziare l’operazione da 27 miliardi di dollari con Refinitiv. Cdp e Intesa sosterrebbero indirettamente l’acquisizione di Borsa italiana – un’operazione da 3,5-4 miliardi – iniettando mezzi freschi in Euronext tramite un aumento di capitale attraverso il quale si ritroverebbero alla fine con quote, rispettivamente, dell’ordine dell’8% la prima e del 2% la seconda, pareggiando sostanzialmente il peso della Cdp francese) e della Bnp, che sono già azioniste.

Prossimo step sono le offerte vincolanti attese per fine mese, dopodiché entro metà ottobre Londra sceglierà l’interlocutore con cui trattare in esclusiva la cessione dell’intero gruppo Borsa italiana o del solo Mts (l’asset che più rileva ai fini antitrust). Tempo per una decisione definitiva ne ha, visto che sull’operazione Lseg-Refinitiv l’Antitrust Ue si esprimerà solo il 16 dicembre. Chiunque prevalga dovrà però trattare le modalità di aggregazione anche con le autorità italiane, visto che su Borsa italiana e Mts insiste il golden power e che il decreto governativo di agosto assegna poteri speciali in materia anche alla Consob.

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