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Zurich cresce in America Latina

di Riccardo Sabbatini

Gli accordi di bancassurance oltrepassano gli oceani. La compagnia svizzera Zurich Financial Services (Zfs) ha sottoscritto un'intesa con il gruppo Santander per collocare le sue polizze nei 5600 sportelli che la banca spagnola possiede in Sudamerica (Brasile, Messico, Cile, Argentina e Uruguay). Per farlo il colosso svizzero acquisirà il 51% delle attività (vita, danni, pensioni) che il Santander possiede nel settore assicurativo in Brasile, Messico, Cile, Uruguay e Argentina, per 1,67 miliardi di dollari, che verrà finanziato principalmente da risorse interne. La partnership avrà la durata di 25 anni. L'intesa include anche una forma di protezione a favore del gruppo svizzero qualora non siano raggiunti determinati obiettivi produttivi concordati dai due partner. Con quest'accordo Zfs balzerà a quarto posto nella classifica degli assicuratori del Sud America, una delle aree a maggiore crescita del mercato assicurativo mondiale. Ed entrerà in contato con una platea di 36 milioni nuovi clienti.

La joint venture avvia nel modo migliore il 2010 del gruppo svizzero già reduce da un positivo passato esercizio. I conti, diffusi nei giorni scorsi, attestano di un profitto operativo a 4,9 miliardi di dollari e di guadagni netti per 3,4 miliardi di dollari. I risultati scontano una riduzione del 13% rispetto al 2009 imputabili alle catastrofi naturali che hanno funestato l'esercizio (soprattutto il terremoto in Cile e le inondazioni in Australia). In generale, però, Zfs ha mostrato un bilancio in salute con investimenti in crescita del 5% (a 196 miliardi) e un patrimonio in aumento del 9% a 32 miliardi di dollari. Ciò che ha spinto gli amministratori ad annunciare un aumento del dividendo unitario del 6% a 17 franchi svizzeri.

Brillanti sono anche i risultati della filiale italiana del gruppo che nel 2010 ha fatto segnare un punto di svolta con un aumento dei volumi nel settore vita (+20% a 888 milioni di euro) e il ritorno alla profittabilità dei rami danni. Dalla perdita di 185 milioni di euro del 2009 si è passati a un profitto operativo di 6 milioni. Il tradizionale indicatore del combined ratio (rapporto tra il totale delle spese ed i premi incassati) rimane ancora in territorio negativo (103,1%) ma, rispetto all'anno precedente, il progresso è stato di oltre 13 punti.

«I rami non auto sono andati molto bene – spiega Camillo Candia Ceo di Zurich Italia – quello della Rc auto rimane in perdita ma con un significativo miglioramento. È stato il frutto di nuovi criteri di tariffazione che selezionano meglio i rischi, di un rinnovato impegno nella lotta contro le frodi con la decisione di aumentare gli organici nelle strutture di liquidazione. Tuttavia i problemi del settore auto – aggiunge Candia – sono strutturali. Anche nel 2010 credo che il mercato accumulerà significative perdite nel settore, nonostante gli aumenti tariffari. L'attività antifrode è importante ma non dobbiamo illuderci di poter risolvere i problemi ricorrendo a quest'unica leva. Dobbiamo far venire meno il presupposto delle frodi. Le coperture della Rc auto debbono costare di meno ma per farlodi occorre intervenire sui quei nodi che il settore ha da tempo indicato, soprattutto il risarcimento dei danni fisici di lieve entità che non sono rilevabili clinicamente e la rilevante entità degli indennizzi per i danni fisici più gravi».
 

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