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Zuckerberg prova a risollevare Facebook

Mark Zuckerberg ammette gli errori e rilancia. Il fondatore e amministratore delegato di Facebook, partecipando al suo primo forum pubblico al TecCruch Disrupt dai giorni dello sbarco in Borsa dell’azienda, ha riconosciuto numerosi passi fassi. Ha aperto ai malumori degli azionisti, dicendosi lui stesso deluso dell’andamento del titolo. Ma ha assicurato di avere «a cuore i suoi soci». Ha fatto un mea culpa sulla strategia nelle piattaforme mobili, riconoscendo di aver puntato su una tecnologia sbagliata, HTLM 5, che «ci ha fatto perdere due anni di tempo» e offerto applicazioni non all’altezza dei rivali. Ma ha aggiunto che oggi sul mobile «c’e’ una grande opportunita» per Facebook, maggiore che sui desktop, anche escludendo un proprio smartphone, e ha promesso lo sviluppo di nuovi servizi quali la ricerca. Infine ha invitato tutti, nonostante le sfide, a «raddoppiare le scommesse» sul futuro del re dei social network.
Gli investitori, che hanno dimezzato il valore del titolo dal collocamento di maggio a 38 dollari cancellando 50 miliardi di capitalizzazione di Borsa, hanno tratto ragioni di incoraggiamento dal candore mostrato da Zuckerberg. Facebook ha guadagnato terreno, il 5,5% in mattinata a 20,5 dollari, rafforzando rialzi gia’ affiorati la sera precedente precedente, quando il titolo era salito del 3,45% nel dopo mercato. Mentre cioè Zuckerberg parlava – in maglietta grigia, jeans e scarpe da tennis ma senza il tradizionale cappuccio – a una sala grEmita di analisti, imprenditori e esperti hi-tech a San Francisco intervistato dal creatore di TechCruch Michael Arrington.
Gli sforzi di apparire rassicurante si sono susseguiti. Sulla solidità del gruppo: «Facebook non è’ una societa’ nuova alle controversie» ha affermato Zuckerberg , secondo cui altri alti e bassi e sono sempre stati superati a gonfie vele. Sul business: «Vediamo già adesso, con le prime inserzioni sul mobile, che la loro performance è migliore di quella delle pubblicità su desktop, siamo davanti a un’enorme opportunita’» di aumentare le entrate. È facile, ha continuato «sottovalutare quanto la piattaforma mobile possa essere fondamentalmente buona per noi». A proposito di sottovalutazione, il chief executive ha anche spedito un avvertimento ai concorrenti: «Preferisco essere sottovalutato dagli altri, perché questo ci permette di essere piu’ aggressivi».
Una delle affermazioni che ha trovato maggior eco, sui mercati, è stata però quella sulle responsabilità di una società quotata nei confronti degli azionisti. In passato Zuckerberg aveva piuttosto fatto notizia per la freddezza nei confronti di Wall Street: nel giorno del tribolato collocamento iniziale al Nasdaq aveva dichiarato che la quotazione «è una pietra miliare nella nostra storia, ma la nostra missione non è essere una società quotata. La nostra missione è quella di creare un mondo più aperto e connesso». Adesso, stando alle parole che ha scelto per il suo debutto pubblico al TechCruch, l’impegno è cambiato: «Faremo tutto cio che crediamo possa creare valore nel lungo periodo» per il gruppo, ha dichiarato. E ha aggiunto: «Creare una missione e creare un business vanno di pari passo».

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