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Zuckerberg «blocca» Facebook

Per Facebook è scattato il momento di una «operazione fiducia» per rassicurare investitori e dipendenti: il social network è corso ai ripari per mettere un freno alla caduta libera del titolo, scivolato martedì sotto i 18 dollari per azione, a un nuovo minimo storico. Non lo ha fatto con generiche dichiarazioni, ma con impegni concreti: l’amministratore delegato Mark Zuckerberg non venderà un’azione per almeno un anno, due dei consiglieri di amministrazione – Donald Graham e Marc Andreessen, veterano della Silicon Valley e investitore della prima ora di Facebook – cederanno il minimo indispensabile per pagare le tasse; è stata inoltre accantonata l’idea di un’offerta secondaria e la società riacquisterà vari milioni di titoli.
Più nel dettaglio, come si legge dalla documentazione presentata alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana, Zuckerberg ha dichiarato di «non avere intenzione di condurre alcuna operazione che preveda la vendita di titoli per almeno 12 mesi» (attualmente detiene circa 444 milioni di titoli ordinari di Classe B e opzioni esercitabili su altri 60 milioni di azioni di Classe B). Facebook procederà al riacquisto di 101 milioni di titoli, il 4% circa del flottante: al valore attuale, l’operazione costerebbe circa 1,9 miliardi di dollari. Inoltre la scadenza del secondo lock-up sulle azioni, il termine a partire dal quale alcuni dipendenti potranno cominciare a vendere azioni, è stata spostata dal 14 novembre al 29 ottobre (la fine del primo, a metà agosto, aveva provocato la vendita di 271 milioni di titoli, quasi il 13% del flottante, e un calo del titolo attorno al 6,5%).
L’iniezione di fiducia ha fatto bene al titolo, che a Wall Street è arrivato a guadagnare quasi il 5%, sopra i 18 dollari per azione (lontano dal collocamento, 38 dollari, e dal massimo del 18 maggio durante il primo giorno di scambi, 45 dollari).
Tuttavia a Wall Street gli osservatori sono scettici sulla reale efficacia delle azioni annunciate. Alla scadenza del prossimo lock-up potranno essere venduti circa 220 milioni di titoli, altre finestre si apriranno a dicembre, mettendo sul mercato circa 780 milioni di azioni, e ulteriori vendite potrebbero arrivare alla scadenza dell’ultimo lock-up, a maggio 2013. Una prospettiva sufficiente a provocare un nuovo shock del titolo. È proprio questo uno dei timori delle banche che hanno guidato l’Ipo e che, nei giorni scorsi, hanno abbassato l’obiettivo di prezzo delle azioni del social network.

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