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Zitti davanti al fisco

Il diniego di autotutela da parte dell’amministrazione finanziaria non è impugnabile di fronte alla Ctp per contestare la pretesa tributaria. Al più si possono dedurre eventuali profili di illegittimità del rifiuto.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione con l’ordinanza n. 10020 del 18 giugno 2012.

Insomma la sesta sezione civile ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino contro il diniego di autotutela chiesto all’amministrazione finanziaria in relazione ad alcuni accertamenti Irpef, Irpeg e Ilor.

In particolare gli Ermellini hanno ricordato che il contribuente, che richiede all’amministrazione finanziaria di ritirare, in via di autotutela, un avviso di accertamento divenuto definitivo, deve prospettare l’esistenza di «un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione» alla rimozione dell’atto.Da ciò deriva che, ha aggiunto la sezione filtro, contro il diniego dell’amministrazione di procedere all’esercizio del potere di autotutela può essere proposta impugnazione «soltanto per dedurre eventuali profili di illegittimità dei rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria».

Insomma, al di fuori di questi casi, «l’atto con il quale l’amministrazione finanziaria manifesta il rifiuto di ritirare in autotutela un atto impositivo divenuto definitivo stante la relativa discrezionalità non è suscettibile di essere impugnato innanzi alle commissioni tributarie».

È il caso di un contribuente di Venezia che si era visto recapitare tre avvisi di accertamento Irpef e Ilor (contributo per il servizio sanitario nazionale). Subito l’uomo aveva presentato all’amministrazione finanziaria istanza di autotutela chiedendo di annullare l’accertamento. Ma nulla da fare. Il fisco aveva rifiutato l’istanza. Così il contribuente ha impugnato il diniego di fronte alla ctp veneta che lo ha dichiarato inammissibile. Stessa sorte di fronte alla commissione tributaria regionale.

Ecco quindi che gli atti sono approdati al Palazzaccio. Il contribuente ha chiesto al Collegio di legittimità di annullare il diniego ma, ancora una volta, senza successo. I Supremi giudici hanno dichiarato il gravame inammissibile rafforzando il principio inaugurato un paio di anni fa dalla Cassazione per cui il contribuente può poco o nulla contro il diniego di autotutela.

Anche la Procura generale del Palazzaccio aveva chiesto al Collegio di legittimità di dichiarare inammissibile il ricorso del contribuente.

 

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