Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Zara-Expo non arriverà in tempo

Tensioni in arrivo tra Anac e Comune di Milano intorno alla Zara-Expo, una delle infrastrutture strategiche per l’accesso al sito espositivo. L’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone invierà in questi giorni una lettera con una richiesta formale di chiarimenti sul perché i lavori si siano arrestati. E quindi, si sottintende senza dirlo, sul perché l’azienda Agrideco, che a dicembre ha subito un’interdittiva antimafia da parte della prefettura di Milano, non sia stata ancora sostituita.
La lettera arriverà alla stazione appaltante, Metropolitana milanese, la società controllata da Palazzo Marino che è formalmente a capo dell’opera. E per ora la richiesta riguarda solo lo stato d’avanzamento della strada.
Breve riepilogo. Un mese e mezzo fa nel mirino di Anac e prefettura è finito il lotto B1 della strada Zara-Expo, relativo alla bretella da un chilometro e mezzo che attraversa la “cava di Triboniano”, mentre invece il lotto A1, che collegherà la parte Est della città con il sito espositivo, è in dirittura d’arrivo. Ma il lotto B1 è altrettanto importante, visto che dovrebbe permettere la rapida connessione tra l’Expo e i viaggiatori provenienti dalla Tangenziale Ovest, dalle autostrade e dalla strada Molino-Dorino. In gergo questo secondo tratto, del valore di aggiudicazione di circa 8 milioni, viene definito “ricciolo”.
Dopo l’interdittiva antimafia, come è accaduto negli stessi giorni per un’altra azienda in altri appalti Expo, la Agrideco poteva essere commissariata dall’Authority guidata da Cantone. L’Anac ha infatti esteso questo strumento anche alle aziende in odore di mafia, oltre quelle accusate di corruzione. E questo per trovare un punto di incontro tra legalità e necessità di fare presto con le opere. Tuttavia per l’Agrideco la situazione è stata subito più complicata: l’azienda è finita pure in concordato preventivo e sembrerebbe che la stessa stazione appaltante abbia chiesto la possibilità di intervenire con la sostituzione piuttosto che con il commissariamento, come previsto dal codice degli appalti, proprio in nome della velocizzazione dei lavori, trattandosi di un’impresa ormai “decotta”.
Tecnicamente è la Salc (gruppo Salini), la capogruppo del raggruppamento di imprese, che deve occuparsi del subentro. Cosa che non è stata ancora fatta – o se sì, solo in tempi recenti. Non ci sono state comunicazioni chiare in tal senso. Probabilmente anche perché è sopraggiunto ancora un altro problema: ci sarebbero ben due ricorsi al Tar da parte della stessa Agrideco, uno al Tar toscano e uno a quello lombardo. Cosa che fa camminare sulle uova sia Mm che la stessa azienda capogruppo. È infatti accaduto altre volte che i tribunali amministrativi abbiano chiesto sospensive per decisioni già prese dalla prefettura, o che addirittura abbiano imposto la riammissione nei cantieri delle aziende interdette.
Le trattative per stazione appaltante e Comune insomma sono andate per le lunghe, senza nemmeno avere la certezza della direzione: se assicurare cioè un subentro aziendale, se prendere accordi per chiudere almeno un pezzo del lotto B1 con le due aziende rimanenti, o se verificare la veridicità del concordato fallimentare della Agrideco. Con questo nodo da sciogliere il ritardo si è accumulato. L’unica certezza è che per la città è quasi indispensabile che almeno un porzione di quel tratto venga assicurato per garantire l’accesso a una delle porte del sito espositivo. Sapendo già che tutta la strada non potrà più essere completata per il primo maggio 2015. Nei prossimi giorni sono attesi dei chiarimenti. Intanto sono salite a 68 le interdittive della prefettura per sospette collusioni con la criminalità organizzata in Expo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa