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Zanonato: la Cassa depositi a difesa delle reti strategiche

«Per non disperdere il patrimonio delle grandi imprese italiane, come ad esempio Alitalia e Telecom, mi chiedo se l’ipotesi di un intervento della Cassa depositi e prestiti non possa essere valutata. Lo Stato non fa l’imprenditore, ma può intervenire a supporto delle reti strategiche di interconnessione nazionale e internazionale del Paese. E’ il mio punto di vista, che esprimo nel pieno rispetto delle competenze dell’Economia».

Reduce da una scarpinata domenicale in montagna, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, non resiste alla tentazione della metafora: «La salita per l’Italia non è ancora finita: siamo usciti dall procedura d’infrazione ma finché non potremo fare investimenti fuori dal Patto di Stabilità e i pagamenti della pubblica amministrazione non saranno entrati nel circuito economico, potremo permetterci solo iniziative a “costo zero”». E circa la polemica sugli aerei F35 dice: «Il disarmo unilaterale non ha senso: la discussione mi pare del tutto ideologica» .

Ministro Zanonato, Confindustria sostiene che abbiamo toccato il fondo della crisi, condivide l’ottica?

«Siamo appena usciti dalla procedura d’infrazione ma abbiamo ancora i cordoni della Borsa troppo stretti. Nel frattempo abbiamo fatto il possibile potenziando il fondo di garanzia, confermando gli ecobonus e gli incentivi alle ristrutturazioni, semplificando le procedure, riducendo di un po’ il costo dell’energia, abbattendo quello per l’acquisto di macchinari, adesso ci occuperemo del Sistri. E ci siamo inventati anche alcune innovazioni…».

Quali?

«Ad esempio, forte della mia esperienza da sindaco di Padova, ho risolto il problema di consentire agli enti pubblici di pagare il lavoro attraverso voucher, senza che si produca uno sforamento del tetto di spesa».

Come funziona?

«Il Comune paga, non so, una persona che pulisca i muri dai graffiti, o altre che custodiscano i musei oltre l’orario ordinario, senza assumerlo ma retribuendolo con un voucher da 10 euro: 7,5 vanno in tasca al lavoratore, 2,5 sono contributi. Il tetto massimo per ciascun lavoratore è 5 mila euro. Certo non ci si può campare, ma è un aiuto, come quello che abbiamo dato agli aspiranti imprenditori».

A cosa si riferisce?

«Abbiamo tolto il limite dei 35 anni per consentire di aprire una impresa Srl semplificata con un euro e potenziato la normativa sulle start up innovative, estendendola a molte più imprese che scommettono sull’innovazione».

Ma è possibile mantenere la previsione di una ripresa a fine anno senza un massiccio piano per la crescita fatto di investimenti?

«Siamo in attesa di vedere se i 40 miliardi che stiamo immettendo nel circuito delle imprese, unito a una serie di norme che semplificano e incentivano la loro attività, possono produrre maggiori risorse a livello di gettito fiscale. Questo, unito alla “golden rule”, dovrebbe aiutarci, speriamo dopo l’estate, a ripartire con gli investimenti e con un vero piano per la crescita. Insomma, dobbiamo passare dalle misure a “costo zero” a quelle a “saldo zero”, rilanciando cioè forti investimenti».

Ci parli del piano.

«Posso raccontarle gli obiettivi: consentire alle aziende italiane di competere con quelle europee in termini di costo dell’energia e del lavoro, di burocrazia e credito. Spingere sull’esportazione e l’innovazione: qualche giorno fa ho trovato le risorse, 300 milioni, per incentivare lo sviluppo di idee innovative che abbiano un mercato potenziale, con un premio fino a due milioni di euro».

Lei parla di nuove imprese ma intanto i nostri «campioni nazionali» rischiano di sparire o di essere acquisiti all’estero.

«Io mi batterò affinché non si svendano aziende strategiche perdendo quote di mercato. Finmeccanica e Fincantieri sono leader mondiali in alcune attività, può capitare che abbiano bisogno di rafforzarsi, di stringere partnership industriali con altre imprese, ma con l’obiettivo di tutelare produzione di qualità e occupazione».

E’ d’accordo con il suo collega dei Trasporti, Maurizio Lupi, sul fatto che l’alleanza con Air France-Klm per Alitalia vada rivista?

«Avrei ovviamente piacere se Alitalia restasse italiana, potrebbe rafforzarsi facendo alleanze. L’ipotesi di cederla a un soggetto esterno va soppesata con attenzione. Certo poi si deve fare i conti con una realtà di mercato molto difficile, ma l’amministratore Gabriele Del Torchio, professionista che conosco bene, è la persona giusta per trovare il modo di tutelare gli interessi del Paese».

Ritiene possibile un intervento della Cassa depositi e prestiti in aziende di questo tipo?

«Che la Cdp possa intervenire è un’opzione che va valutata con attenzione e interesse. Tendenzialmente non lo escludo, poi servono analisi precise delle specifiche situazioni».

Le polemiche sull’acquisto degli F35 s’incrocia con quella di Finmeccanica che contribuisce a produrli. Qual è la sua posizione?

««Sono per la pace, chiaro. Ma il disarmo unilaterale non si può fare. Un Paese come il nostro deve prima decidere il suo livello di difesa con gli alleati, tutto il resto è una conseguenza. In ogni caso, condivido la mozione approvata dalla maggioranza».

Il governo si appresta a mettere mano all’Imu, qual è la sua posizione?

«Sono contento che sia stata sospesa sulla prima casa, lasciando i soldi nelle tasche dei cittadini. Dopodiché ritengo che sia necessario riformare l’imposta in modo un po’ più articolato: non si può lasciarla sui capannoni industriali e i beni strumentali. Se troveremo i 4 miliardi necessari, spero che una parte venga impiegata in modo produttivo».

Qual è la sua esperienza in un governo di «larghe intese»? Soffre gli attacchi del Pdl?

«A livello di esecutivo il rapporto con i ministri del Pdl è di grande cordialità. Non ho visto ripercuotersi le tensioni esterne sul nostro lavoro. Certe dichiarazioni sono più il frutto di fibrillazioni delle forze politiche. Però mi lasci dire una cosa sul ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni».

Dica.

«Non si può continuare a dire che è colpa sua se non ci sono risorse. Come se Saccomanni avesse una cornucopia colma di ricchezze e le tenesse nascoste. E’ una persona di grande generosità e senso di responsabilità che sta lavorando per il bene del Paese: lo difendo a spada tratta. Forse non si comprendono i rischi che corriamo se finiamo di nuovo sotto procedura d’infrazione».

Pentito di avere escluso il blocco dell’aumento dell’Iva scatenando i fischi dei commercianti?

«Non è che lo avessi escluso: ho detto che in quel momento non avrei fatto promesse. Nessuno ha la bacchetta magica, lo ha detto anche Napolitano».

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