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Zaleski-banche, scontro sulla governance

Il finanziere Romain Zaleski vuole riconquistare la maggioranza del consiglio di amministrazione della Carlo Tassara. Poco importa se ormai la società, dopo il massiccio smantellamento del portafoglio partecipazioni, ha pochissimi asset: la Metalcam, la centrale elettrica Terzo salto di Esine e alcune altre partecipazioni con valenza principalmente territoriale. L’imprenditore franco polacco avrebbe infatti chiesto alle banche finanziatrici di anticipare il cambio di governance previsto per la Carlo Tassara subito dopo il risanamento della società e il rimborso dei debiti. L’obiettivo, appunto, è nominare il nuovo consiglio riconquistando così una maggioranza “persa” a favore delle banche a causa del complesso piano di ristrutturazione che ha interessato il gruppo negli ultimi nove anni. Manca infatti solo il perfezionamento di una operazione, ovvero la cessione di Comilog, società proprietaria della miniera in Gabon che è stata venduta ad alcune banche creditrici e a una fondazione. Una perizia di Deloitte del 2016 valutava Comilog 54 milioni. Secondo indiscrezioni il valore di cessione supera appena i 40 milioni.
La crisi della Carlo Tassara risale a ottobre 2008 quando, subito dopo il crollo dei mercati a causa del crac-Lehman, la società fu commissariata dalle banche con debiti per 5,5 miliardi su un patrimonio che, complice la pesante flessione delle Borse, si era ridotto alla metà. Da allora ci sono stati svariati piani di standstill con gli istituti creditori, l’ultimo dei quali è stato definito lo scorso anno. I dati a metà del 2016 del gruppo di Zaleski evidenziavano debiti residui per 300 milioni circa a fronte di un nav negativo. Ma dopo la vendita di Eramet e Comilog e una successiva patrimonializzazione il debito si sarebbe ridotto ulteriormente intorno ai 40 milioni. Questo dopo che negli anni le banche creditrici hanno dovuto convertire 650 milioni di crediti in strumenti finanziari partecipativi. L’ultima cessione di spicco della Carlo Tassara risale a giugno 2015 con il passaggio della quota del 25 per cento di Alior Bank alla compagnia assicurativa polacca Pzu per 400 milioni.

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