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Yoox-Nap, nozze nell’e-commerce del lusso

«Per me è un altro sogno imprenditoriale. Quindici anni fa ho fondato Yoox da zero in Italia e poi l’ho quotata in Borsa nel 2009. Ora inizia un’avventura tutta nuova». Federico Marchetti ha davanti un gruppo da costruire, ma con solide basi: da una parte la sua Yoox con un margine operativo lordo da 48,8 milioni su ricavi da 524,3 milioni e dall’altra la britannica Net-a-Porter (Nap) con 753,8 milioni (+25%) nell’esercizio pro forma al dicembre scorso e un Ebitda da 58,3 milioni. Questi i numeri delle due società che si uniranno per dar vita ad un gruppo da 1,3 miliardi di ricavi e un Ebitda da 108 milioni circa.
L’idea di un’aggregazione non è peraltro nata ieri. Con «Natalie (Massenet, la fondatrice di Nap, ndr) parlammo la prima volta di una possibile fusione tra le due aziende già nel 2009 e oggi diventa realtà» racconta Marchetti, che precisa: «Meglio insieme che su base stand alone, con una migliore piattaforma per molti brand. Questa è una delle chiavi delle sinergie per le quali abbiamo deciso di unire le due compagnie». Le attese sono per sinergie annue a regime per circa 60 milioni a livello di Ebitda e minori investimenti, a partire dal terzo esercizio dalla fusione. L’effetto netto atteso delle sinergie sarà positivo già a partire dal 2017.
Il nuovo gruppo resterà quotato a Piazza Affari, che ieri ha salutato l’operazione con un balzo del 11% del titolo a 25,76 euro, dopo il rialzo di quasi il 10% della vigilia. Il saldo dell’ultimo mese arriva così ad essere positivo per il 32% circa. Su eventuali quotazioni su altre piazze finanziarie, Marchetti si è limitato a dire che «non ci sono altri piani». Così come non sono stati ancora definiti i dettagli dell’aumento di capitale da 200 milioni previsto post fusione. Nella conference call con gli analisti è stato dichiarato che «non ci sono ancora contatti, ma riteniamo che ci sarà interesse» da parte di investitori strategici. E anche sulle finalità Marchetti ha definito «prematuro parlarne». «È stato pensato per finanziare un’ulteriore crescita e per l’integrazione. Ancora non possiamo dire se questo avverrà per linee interne o per linee esterne» ha dichiarato il fondatore di Yoox.
Sulla strategia industriale, poi, Marchetti ha sottolineato la complementarietà dei due business, entrambi presenti sia nella vendita online full price sia in quelle off seasons a prezzi ridotti. A queste due linee di attività si affianca poi quella dedicata ai monomarca. «Non c’è alcuna strategia in atto per la realizzazione di negozi fisici – ha continuato Marchetti -. Amplieremo piuttosto il cross channel per creare un legame più stretto tra i negozi fisici dei singoli brand e quello dei negozi online che gestiamo». Sul fronte del business editoriale, poi, Marchetti ha osservato: «Yoox non si sarebbe mai imbarcata da sola a costruire da zero una divisione editoriale. Ora nella società combinata ha più senso anche questo business perché è un servizio a valore aggiunto per tutti i brand che rappresentiamo. Ci aggreghiamo a una società complementare a noi anche in questo senso».
Infine per quel che riguarda il cambio di strategia di Richemont, storicamente non propensa a joint venture e partnership, Marchetti sottolinea: «Penso che l’operazione rappresenti un atto di fiducia verso il nostro management e quello di Net-a-Porter. L’intesa poi di limitare il diritto di voto al 25%, la rappresentanza a due soli consiglieri e di nominare me come ad dimostra come ci sia la volontà di garantire anche al nuovo gruppo l’indipendenza, che ha sempre contraddistinto Yoox. Richemont, inoltre, rimanendo azionista del gruppo beneficerà delle sinergie e della crescita futura».
Ieri sono arrivati anche le congratulazioni del premier Matteo Renzi, che su Twitter ha scritto: «Complimenti a Federico Marchetti e al team di @yoox. Tanto di cappello, bravissimi. E in bocca al lupo».

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