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“Yoox e Net-a-porter insieme più forti la moda di lusso crescerà online”

Le società della moda online Yoox e Net-a-porter convolano a nozze. Dopo la conferma delle trattative, ieri l’annuncio dell’operazione, che prevede la fusione in Yoox, quotata in Borsa, di un veicolo italiano partecipato dalla svizzera Richemont. Quest’ultima, che possiede Net-a-porter, salirà al 50% del capitale del nuovo gruppo, che sarà focalizzato sul lusso, con il 25% dei diritti di voto (sopra sarebbe scattata l’offerta pubblica di acquisto obbligatoria). Federico Marchetti, fondatore, timoniere e socio al 7,7% di Yoox, resterà alla guida come ad.

Dottor Marchetti, con Richemont prima azionista la nuova Yoox Net-a-porter resterà indipendente? «Innanzi tutto i diritti di voto sono limitati e poi gli svizzeri nomineranno appena due consiglieri di amministrazione sui 12-14 totali. Gli altri saranno in prevalenza indipendenti. Il prerequisito per l’operazione per noi era di restare indipendenti da Richemont anche perché dobbiamo continuare a lavorare con tutti i marchi della moda».
Yoox realizza ricavi per 524 milioni ed è in utile, mentre Net-a-porter ha un giro d’affari di oltre 700 milioni ed è in perdita. Più o meno siete pari…
«Premesso che ora Net-a-porter ha molti costi infragruppo, ci stiamo fondendo con una società molto simile a noi, dal profilo finanziario attraente e con un roseo futuro dal punto di vista della redditività netta nel brevemedio termine».
Calcolate sinergie a regime per 60 milioni, ma qualche analista ha obiettato che il vostro business, concentrato nell’outlet, è molto diverso dal loro, che hanno un focus nella vendita in stagione a prezzo pieno.
«Non vedo il problema: noi siamo più forti nell’outlet e loro nella vendita a prezzo pieno (nel lusso, ndr). Insieme offriremo una piattaforma online più completa. Siamo complementari anche a livello geografico: noi forti in Italia e Asia, loro in Inghilterra e Australia mentre negli Usa siamo tutti e due ben posizionati ».
E l’occupazione sarà preservata?
«Noi abbiamo mille dipendenti e loro oltre 2mila. Entrambe le società vanno molto bene e non prevediamo licenziamenti».
Dopo l’operazione avvierete un aumento di capitale da 200 milioni per finanziare integrazione e crescita che potrebbe consentire l’ingresso di una società del lusso. Lei parteciperà alla ricapitalizzazione?
«L’aumento sarà in autunno e non è la priorità. Ora siamo concentrati su fusione e sinergie».
La fusione è piaciuta al premier Matteo Renzi, che si è complimentato con lei su Twitter augurandole in bocca al lupo. Vi conoscete?
«E’ stato il primo premier italiano a venire a trovarci, a dicembre, a Bologna per parlare con noi di tecnologia. Credo che il motivo del suo tweet sia legato al fatto che la nuova Yoox continuerà ad avere sede in Italia e resterà quotata a Piazza Affari (dove ieri ha guadagnato un altro 11%, ndr)».
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