Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Yellen: tassa minima globale sulle società

Fermare, assieme agli alleati, la deleteria «corsa al ribasso» mondiale nella tassazione delle imprese. Il Segretario al Tesoro americano Janet Yellen, nel promuovere il piano infrastrutturale da oltre duemila miliardi dell’amministrazione Biden, ha rilanciato con forza non solo la necessità da parte di Washington di ricalibrare al rialzo le imposte sulla Corporate America, ma di arrivare a una nuova minimum tax globale. Yellen, dal palco virtuale del Chicago Council on Global Affairs, ha invocato un sistema internazionale coordinato e definito più giusto, che impedisca ai grandi gruppi giochi di prestigio con i loro profitti e cacce a paradisi fiscali allo scopo di eludere imposte.

Yellen, che ha denunciato una gara al ribasso nelle aliquote corporate in atto da trent’anni, ha detto di essere impegnata a voltar pagina con i partner del G20 (il prossimo vertice di ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali è domani presieduto dall’Italia). E ha descritto un’aliquota minima da applicare alle multinazionali indipendentemente da dove abbiano il quartier generale. Ad oggi manca tuttora un accordo in seno al G20 sull’imposta, come anche in colloqui su riviste architetture della tassazione sotto gli auspici Ocse che nell’insieme coinvolgono oltre cento nazioni. Funzionari del Tesoro Usa hanno suggerito che una proposta di minimum tax potrebbe esser pronta per luglio e che la Casa Bianca potrebbe adeguare i propri disegni ai suoi contenuti.

La competitività, ha incalzato Yellen, «riguarda la garanzia che i governi abbiano sistemi di tassazione stabili in grado di raccogliere sufficienti entrate per investire in beni pubblici essenziali e rispondere a crisi». Ancora: «Assieme possiamo far leva su una global minimum tax per assicurare che l’economia mondiale fiorisca sulla base d’un clima più paritario quando si tratta della tassazione di multinazionali; che stimoli innovazione, crescita e prosperità».

Cooperazione globale e minimun tax sono pilastri cruciali per la strategia economica della Casa Bianca di Joe Biden. Prevede investimenti pubblici da 2.300 miliardi, nei trasporti, nel manifatturiero, nell’energia pulita e nella lotta al cambiamento climatico, pagati da incrementi delle aliquote domestiche sulle imprese al 28% dal 21% e su una tassa minima su profitti all’estero, calcolati per singolo Paese, quasi raddoppiata al 21 per cento. Per essere efficace e non danneggiare marchi Usa nei confronti di rivali esteri, però, la riforma richiede intese su una global minimum tax.

Yellen, nel perorare la causa della collaborazione con i partner, ha lanciato una stoccata alla precedente Casa Bianca di Donald Trump, sottolineando che l’America è cambiata. «Negli ultimi quattro anni abbiamo visto cosa accade quando ci ritiriamo dal palcoscenico globale. America First non deve mai significare America da sola». Biden, ha continuato, si sta muovendo per un «rinnovato impegno internazionale, che riconosce l’importanza di lavorare con altre nazioni per metter fine alle pressioni della concorrenza sulla tassazione e all’erosione della base imponibile».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa