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Windows 8 e Surface: Microsoft lancia la sfida a Cupertino

Il lancio di Windows 8, ieri a New York, di poco precedente all’uscita annunciata del nuovo tablet della Microsoft, chiamato Surface, costituisce una tappa storica per l’azienda guidata da Steve Ballmer. Che nasce da un atto di umiltà.
Il nuovo sistema operativo sostituisce una versione di grande successo, Windows 7, che aveva venduto 670 milioni di licenze e prodotto la solita valanga di soldi per le casse della compagnia di Redmond. Ma quello era stato un software più adatto a risolvere i guai ereditati dalle versioni precedenti che a preparare il futuro.
«Abbiamo lavorato a lungo con computer e programmi progettati negli anni Novanta. Ma il modo di vivere, di trattare i dati, di lavorare è cambiato. Dovevamo cambiare anche noi» ha detto il capo di Windows Steven Sinofsky alla Abc. Ma occorreva risolvere il classico dilemma dell’innovatore: come lanciare novità radicali senza distruggere il valore generato dai prodotti tradizionali? Windows 8 e Surface introducono nel mondo Microsoft un design di qualità, la tensione alla semplicità, la possibiltà di comandare il computer toccando lo schermo su icone e oggetti che galleggiano elegantemente sullo schermo. Ma restano anche utilizzabili con la tastiera e la classica metafora della scrivania. Novità e tradizione.
Era tempo. Per quando grande e ricca, la Microsoft aveva perso quanto di più prezioso esiste nel mondo dell’innovazione digitale: la leadership. Superata sotto tutti i punti di vista dalla Apple, doveva compiere, appunto, un atto di umiltà per ricominciare a competere. E come in passato il suo Windows si è “ispirato” al Macintosh della Mela, così oggi la sua strategia si è dovuta adattare al nuovo mondo creato dalle innovazioni della concorrente. Così, dopo un decennio di faticose battaglie perdute contro il crescente successo dei sistemi operativi, dei lettori di musica, dei cellulari e dei tablet della Apple, mitigato dalla capacità di generare cassa che la Microsoft non ha perduto e dai successi di alcune tecnologie per i giochi e interfaccia gestuale, come xBox e Kinect, ora ha finalmente messo a punto i prodotti che possono riportarla in gara nel campo dell’interazione in mobilità, il settore a maggiore crescita del mondo digitale.
Certo, ci è voluto del tempo per arrivare a mettere insieme le tecnologie, lo stile e il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione. E durante questo tempo l’ecosistema di applicazioni che si è sviluppato intorno alla piattaforma della Apple è cresciuto in modo difficile da paregiare nel breve termine. Inoltre, la nuova attitudine della Microsoft a offrire prodotti completi di software e hardware, va spiegata agli importanti clienti abituali, specialisti dello hardware cresciuti comprando il software a Redmond. Ma occorrevano decisioni coraggiose. Perché l’innovatore, prima o poi, deve risolvere il suo dilemma. Altrimenti rischia che sia la storia a trovare la soluzione.

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