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Wind ai russi, fusione Vimpelcom-Sawiris

di Federico De Rosa

 

MILANO — Anche l’ultimo scoglio è stato superato. Wind diventa russa. Il vecchio sogno telefonico dell’Enel di Franco Tatò cambia di nuovo padrone. Ieri Vimpelcom ha ottenuto il via libera dall’assemblea dei soci alla fusione con il gruppo di Naguib Sawiris. Un via libera di misura: la maggioranza dei soci presenti ieri al meeting ha detto no, ma la Altimo dell’oligarca Mikhail Fridman, con il 40,3%dei diritti di voto e il sostegno di alcuni azionisti di minoranza, ha raggiunto il 53%riuscendo così a far passare l’operazione. Il secondo socio, la norvegese Telenor a cui fa capo il 36%dei diritti di voto di Vimpelcom, ha votato contro dopo aver cercato in ogni modo di ostacolare la fusione ritenendola non strategica. I norvegesi comunque non sotterrano l’ascia di guerra. Il gruppo andrà avanti con l’arbitrato avviato a Londra per difendere il proprio diritto di opzione sulle azioni Vimpelcom di nuova emissione, che verrà cancellato in conseguenza della fusione. Al momento, tuttavia, questo non ha alcun peso. Dopo il sì dell’assemblea la fusione può partire. Per Wind si tratta del terzo passaggio di proprietà da quando nel 1997 l’allora amministratore delegato dell’Enel, Franco Tatò, decise di diversificare nella telefonia creando con France Telecom e Deutsche Telekom un nuovo operatore. Quando però nel 2002 alla guida del gruppo elettrico arriva Paolo Scaroni i piani cambiano. «Non riesco a capire le sinergie tra energia a telecomunicazioni» dirà il manager. Prima di mettere in vendita Wind, però, Scaroni riporta la società sotto il cappello pubblico liquidando France Telecom mentre i soci tedeschi erano usciti due anni prima. Nel 2005 la vendita. Sawiris rileva prima il 62%del capitale e poi il resto della compagnia per circa 12 miliardi di euro, al termine di una gara che ha lasciato molti strascichi, anche giudiziari, per le mega parcelle pagate ai consulenti e per i debiti contratti. Ora un nuovo passaggio di proprietà. Il controllo del gruppo guidato da Luigi Gubitosi passa dal Cairo a Mosca, nelle mani di Fridman, terzo uomo più ricco dell’ex Unione Sovietica. Dal matrimonio tra Vimpelcom e Wind Telecom nascerà la sesta compagnia di telefonia più grande al mondo con 173 milioni di clienti e oltre 21,3 miliardi di dollari di ricavi proforma. «L’attuale trend di consolidamento in atto nel settore delle telecomunicazioni dimostra che nel futuro prossimo ci sarà spazio solo per operatori globali di grandi dimensioni che potranno beneficiare di economie di scala e scopo — ha commentato Sawiris —. Siamo felici di poter giocare un ruolo importante nel mercato globale delle telecomunicazioni attraverso uno dei maggiori operatori a livello mondiale» . Dentro Vimpelcom finirà il 51%di Orascom, la holding di Sawiris a cui fanno capo attività telefoniche che vanno dall’Algeria fino al Pakistan passando per l’Egitto, e il 100%dell’italiana Wind. Il «Faraone» , assistito da Lazard, ha ottenuto in cambio il 20%del capitale e il 30,6%dei diritti di voto della nuova Vimplecom, ma nessun posto nel board. E’ il risultato del compromesso raggiunto dopo la rinegoziazione dell’accordo con i russi che ha portato anche a un ritocco sul prezzo, limato a 1,5 miliardi dagli 1,8 pattuiti in precedenza. Sawiris sarà comunque il secondo azionista del nuovo gruppo, dietro a Fridman e davanti a Telenor.

 

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