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Wi-fi, il business prende il volo

Connettersi in volo alle mail, fare shopping dal catalogo di bordo o semplicemente surfare sui social network sono attività dei passeggeri cui le compagnie aeree e gli operatori tlc ad esse connessi stanno guardando con sempre maggior interesse su scala globale.

Basti pensare a quante ore si viaggia immobili e ai possibili ritorni che le società di servizi o tlc possono accumulare tra una pennichella e un tè caldo del viaggiatore.

Solo per i voli domestici in Cina nel 2014 hanno viaggiato 390 milioni di persone per un totale di 1 miliardo di ore. Ragion per cui le tre maggiori linee continentali, China Eastern Airlines in testa e poi China Southern Airlines e Air China stanno investendo nelle connessioni a partire dal lungo raggio.

In Europa dove il wi-fi di bordo riguarda le lunghe percorrenze e le compagnie locali si stanno muovendo sui voli interni con prudenza (dall’irlandese Air Lingus a Ryanair in via sperimentale), la società irlandese InMotion appena acquistata da Lufthansa (attraverso LSG Sky chefs) ha stimato in un miliardo di euro il business generato dall’online retail di bordo. Che riguarda non più solo il food e la bellezza, ma anche biglietti per eventi nelle città di destinazione, servizi, tutto da comprare online mentre si viaggia.

Globalmente GuestLogix, altra società di travelling retail ha ipotizzato dalle colonne dell’International New York Times un ritorno di 5 miliardi di dollari (o 4,5 mld di euro), sia attraverso il traffico diretto dei passeggeri sia con i programmi offerti dall’internet console che viene offerta dalle compagnie. E Oltreoceano c’è già chi tra i frequent flyer avvezzi al wi-fi si lamenta per la troppa pubblicità che appare durante le connessioni.

Le offerte di bordo e il business nel mercato americano sono più sviluppati. Alcuni vettori, anche nel settore low cost, hanno portato il magazine di bordo in rete (è il caso Jet Blue Airways) e lo propongono per fare shopping guardando le nuvole. Perché, ecco la sorpresa, le rilevazioni fatte sugli aerei mostrano che non sono solo i social network a tirare, quanto lo shopping e le offerte di bordo. Per intendersi, gli oggetti spesso scontati, dalla bellezza ai profumi, che si ha quasi timore a chiedere alla hostess. Ma gli accordi hanno riguardato anche Amazon per la fornitura di titoli di libri per chi è in volo e acquista pacchetti di connessione.

In Europa la realtà è diversa ma sta evolvendo. «Il wi-fi è ancora un servizio oneroso per il passeggero e costa al vettore per megabite portando margini relativi», spiega Marco Martinasso, vice president marketing di Alitalia. Ma la compagnia che proprio in questi giorni sta decidendo il partner per il wi-fi nei voli interni e offre la connessione a pacchetto sui voli a lungo raggio non smetterà di investire. «Il futuro è nella direzione di implementare a bordo i servizi anche perché come già stiamo osservando le tariffe wi-fi, un po’ come è avvenuto a terra, si abbasseranno».

A oggi le compagnie propongono piani di traffico diversi a seconda dei casi per miglia, megabite e pacchetti vari. L’unica a puntare sulla connessione gratuita per tutte le classi è Emirates solo sugli Airbus A380. In base all’elaborazione di ItaliaOggi su alcuni vettori che stanno puntando sul wi-fi la connessione da un’ora di Alitalia (operatore Panasonic Avionics), per esempio, costa 9,6 euro, ma passando ad Aeroflot (servito da OnAir) fa già differenza se si viaggia con lo smartphone (il pacchetto è da 4,5 euro) o il tablet (9 euro circa). E ancora, China Eastern airlines (sempre con Panasonic) ha mantenuto la gratuità per i primi tre mesi di prova (il servizio è stato lanciato a novembre). British Airways (con OnAir sul lungo raggio) rimanda al contratto del singolo in fatto di roaming internazionale e sta studiando nuovi accordi sui voli in Europa. «Per migliorare i nostri servizi a corto raggio», fa sapere la compagnia, «siamo in trattative con Inmarsat per cercare di offrire ai clienti l’accesso a internet che si aspettano a terra mentre sono in volo».

Intanto il mercato al dettaglio a bordo è stimato in crescita con un tasso del 13%. Secondo Craig Proud, vice president senior per la piattaforma GuestLogix, «L’opportunità di mercato è davvero enorme e l’offerta dei prodotti è la chiave del successo».

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