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Il whistleblowing anche per le tasse

Il whistleblowing anche per le tasse. E la soffiata del dipendente potrà diventare uno strumento per contrastare l’evasione fiscale. Questo l’effetto del recepimento da parte dell’Italia della direttiva Dac6, che dovrebbe avvenire entro fine anno. Questo quanto emerso in occasione della due giorni di convegno su «Whistleblowing e prevenzione dell’illegalità» organizzato dall’Università Statale di Milano il 18 e 19 novembre scorsi. Si parla di tax whistleblowing riferendosi all’utilizzo di informazioni riservate per il contrasto all’evasione fiscale internazionale. È l’effetto del recepimento in Italia della direttiva 2018/822/Ue, cosiddetta Dac6 (Mandatory disclosure rules-Mdr for intermediaries). L’Italia si è impegnata a adottarla, come detto entro il 31 dicembre 2019, con la legge di delegazione europea 2018 (legge 117/19, in G.U. 245 del 2019). Il whistleblowing è nato qualche anno fa come una facoltà liberamente esercitabile dal dipendente onesto che chiede di poter avere uno strumento giuridico per segnalare eventuali infedeltà di propri colleghi o amministratori, ed è poi stato riconosciuto in Italia come un diritto giuridicamente tutelato con il decreto legislativo 179/2017. Ora però si appresta a divenire un vero e proprio dovere nella normativa tributaria e fare un ulteriore salto di applicazione. Con l’emanazione del decreto legislativo di recepimento della direttiva Dac6, analogamente a quanto dovranno fare tutti gli altri stati europei, banche, intermediari e professionisti (avvocati, commercialisti, tributaristi) dovranno segnalare all’amministrazione fiscale eventuali schemi, progetti, accordi o contratti attraverso il cui utilizzo il cliente intende eludere o evadere il fisco ovvero pagare meno tasse rispetto a quelle dovute. Sotto i riflettori finiranno per ora i cosiddetti meccanismi transfrontalieri di pianificazione fiscale potenzialmente aggressivi così come definiti nella direttiva n. 822 del 25 maggio 2018 ma con l’estensione della responsabilità penale d’azienda di cui al dlgs 231/01 anche ai reati fiscali, il meccanismo del whistleblowing vedrà ulteriormente ampliate le sue potenzialità di strumento di contrasto agli illeciti fiscali.

Fabrizio Vedana

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