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Whatsapp innalza a 16 anni l’età minima per l’utilizzo nella Ue

Whatsapp porta da 13 a 16 anni l’età minima per l’utilizzo dell’applicazione di messaggeria istantanea all’interno dell’Unione europea. Adeguandosi, in questo modo, al regolamento europeo sulla protezione dei dati personali n. 679/2016, (in inglese General data protection regulation), la cui entrata in vigore è prevista per il 25 maggio. Rimane invece di 13 anni l’età minima richiesta al di fuori dell’Unione. Gli Stati membri della Ue potranno comunque derogare alla regola generale e stabilire per legge un’età inferiore, purché non inferiore a 13 anni. In Italia il decreto di adeguamento al Gdpr è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 21 marzo e ora dovrà superare l’esame delle Commissioni parlamentari e del Garante per la protezione dei dati personali.
Ricapitolando, nell’articolo 8 del Gdpr si legge che qualora «l’interessato abbia espresso il consenso al trattamento dei propri dati personali per una o più specifiche finalità, il trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni». In particolare Whatsapp chiederà agli utenti europei di confermare che hanno almeno 16 anni quando verrà richiesto di accettare nuovi termini di servizio e una politica sulla privacy fornita da una nuova entità di Whatsapp Ireland prevista nelle prossime settimane.
Sempre lo stesso articolo 8 del Gdpr dispone che in caso contrario il trattamento è lecito purché il consenso venga prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale, genitore o tutore che esso sia. Pensando a possibili furbizie dei minori, la normativa recita che «il titolare del trattamento si adopera in ogni modo ragionevole per verificare in tali casi che il consenso sia prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale sul minore, in considerazione delle tecnologie disponibili». Ma non è ancora chiaro come o se il limite di età verrà verificato, dati i dati limitati richiesti e trattenuti dal servizio.
La casa madre Facebook, proprietaria di Whatsapp dal 2014, richiede invece agli under 16 di nominare un genitore o tutore per dare loro il permesso di condividere informazioni sulla piattaforma, altrimenti non potranno accedere alla versione completamente personalizzata della piattaforma stessa.

Enrico Bronzo

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