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WhatsApp, dati a rischio

Il garante della privacy sta indagando sul trasferimento dei dati personali da WhatsApp, l’applicazione di messaggistica usata da più di un miliardo di persone, a Facebook, la piattaforma di condivisione più grande al mondo. L’istruttoria riguarda i nuovi termini e condizioni di Whatsapp, che prevedono l’invio di alcune informazioni sugli utenti di WhatsApp a Facebook, anche per finalità di marketing.

In particolare WhatsApp ha modificato i termini ad agosto, quando ha annunciato l’intenzione di condividere con Facebook i suoi dati per indirizzare meglio gli avvisi pubblicitari e ridurre le comunicazioni commerciali indesiderate. La sezione «Società affiliate» dei termini e condizioni è specifica sul punto: «WhatsApp può utilizzare le informazioni che riceve e il gruppo di società può utilizzare le informazioni che WhatsApp condivide con esse per rendere disponibili, fornire, migliorare, comprendere, personalizzare, commercializzare i suoi servizi e quelli del gruppo di società e fornire assistenza in relazione ad essi. Facebook e le altre società del gruppo possono utilizzare le informazioni di WhatsApp per migliorare le esperienze degli utenti all’interno dei loro servizi come per fornire suggerimenti sul prodotto e per mostrare offerte e inserzioni pertinenti.» Il garante ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso e in particolare i dettagli riguardanti: la tipologia di dati che WhatsApp intende condividere con Facebook; le modalità per l’acquisizione del consenso degli utenti sui nuovi termini e condizioni nonché le misure per garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che la revoca del consenso e il diritto di opposizione possono essere esercitati in un arco di tempo limitato.

Il garante ha chiesto inoltre di confermare se anche i dati degli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano soggetti o meno alla trasmissione, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, poiché nei termini originariamente accettati dagli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing. Antonello Soro, garante della privacy, ha sottolineato come «la nuova privacy policy adottata da Facebook e WhatsApp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali» e che, continua, «sembrerebbe che gli utenti siano di fatto costretti ad accettare in blocco le condizioni che prevedono lo scambio dei dati».

Intanto l’autorità tedesca per la protezione dei dati ha bloccato il trasferimento di informazione personali da WhatsApp a Facebook in nome della difesa della privacy. Johannes Caspar, commissario per la protezione dei dati e della libertà d’informazione, ha chiarito che Facebook dovrà cancellare tutti i dati che ha ricevuto in Germania da WhatsApp e chiedere agli utenti l’autorizzazione preventiva alla connessione del loro account WhatsApp a Facebook.

Mario Pellegrino

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