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Wells e Mezzogiorno occhi su Interbanca

Dall’America e dal Sud d’Italia arrivano altri due pretendenti per Interbanca. La conglomerata General Electric ha messo il cartello «Vendesi» sulla divisione Ge Capital, azionista di Interbanca, e ora alla porta di Deutsche Bank, ilconsulente incaricato di trovare compratori per l’Italia, avrebbero bussato due gruppi bancari: il primo è il gigante americano Wells Fargo. Assente in Europa, la storica banca di San Francisco (è stata fondata nel 1852), quarta per dimensione negli Stati Uniti, è un istituto commerciale. Il secondo pretendente è la conterranea Banca del Mezzogiorno, di proprietà di Poste Italiane e nata nel 2010 col nome di Banca del Sud da un’idea dell’ex ministro Giulio Tremonti, costola di Mcc-Medio Credito Centrale.
Se il dossier Ge Capital-Interbanca era stato aperto finora da fondi di private equity (come anticipato dal Sole24 Ore), e come era abbastanza scontato che fosse, ecco che accanto a possibili pretendenti puramante finanziari, compaiono compratori con lo stesso dna, istituti di credito (soluzione che potrebbe essere più gradita a Bankitalia dove ultimamente si sono privilegiati matrimoni tra “consanguinei”).
La casamadre statunitense, per anni la più grande azienda al mondo, ha messo in vendita tutta la sua divisione Ge Capital. In Italia, al gruppo fanno capo varie attività che danno lavoro a 600 dipendenti: Ge Capital Services e Servizi Finanziari (situata a Mondovì), più attività di factoring e di working capital (non in vendita perché fa attività captive). L’asset più ghiotto è però Interbanca appunto, che conta 244 dipendenti: ghiotta non tanto per i risultati, visto che la ex marchant bank di Antonveneta ha bruciato complessivamente 600 milioni dal 2009 (anno dell’arrivo degli americani). Ma soprattutto per la preziosa licenza bancaria che possiede: il resto del gruppo in Italia sono servizi finanziari. Chi si comprerà la banca italiana specializzata in prestiti alle imprese e operazioni di finanza straordinaria, si troverà anche un «gruzzoletto» di 1 miliardo: l’azionista Ge l’anno scorso ha rafforzato il patrimonio portandolo oltre la soglia del miliardo, evidentemente perché già pensava a una vendita. Facile pensare che quello sarà il valore di riferimento.
I fondi di private equity, i grandi nomi da Apollo a Kkr a Blackstone (che tempo fa ha già rilevato un pezzo di Ge, ossia la divisione immobiliare Ge Real Estate che in Italia aveva asset per 200 milioni) potrebbero essere più interessati a singoli pezzi, come portafogli di crediti deteriorati (gli Npl in gergo tecnico), il leasing o il factoring. Ai pretendenti .
La cessione di Interbanca è solo una piccola parte di un piano globale di dismissioni che General Electric ha varato: il gruppo il cui marchio ancora svetta in cima al prestigioso Rockefeller Center di New York, ha lanciato un progetto volto alla cessione della maggior parte della divisione finanziaria, in modo tale da concentrarsi sull’attività industriale. L’obiettivo è ottenere risorse per remunerare gli azionisti fino a 90 miliardi di dollari. Nel complesso, General Electric punta a cedere asset di Ge Capital per 275 miliardi di dollari.

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