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Webuild conquista gli Usa: contratto da 16 miliardi per l’Alta velocità in Texas

L’ingegneria e la tecnologia made in Italy conquistano gli Stati Uniti. Webuild (ex Salini Impregilo) e la sua controllata statunitense Lane Construction hanno firmato il contratto definitivo, del valore di 16 miliardi di dollari, con la società Texas Central per realizzare la ferrovia ad alta velocità tra Dallas e Houston (380 chilometri). La firma rappresenta la tappa finale in vista della financial closure, attesa nei prossimi mesi, a seguito della quale saranno avviati i lavori del megaprogetto che permetterà ai cittadini delle due città texane di viaggiare in modo veloce, sicuro e sostenibile dal punto di vista ambientale, stimolando al tempo stesso l’economia con migliaia di nuovi posti di lavoro anche per le imprese della filiera collegata a Webuild. Il progetto sarà rivoluzionario per la mobilità americana. Ora gli Stati Uniti potranno unirsi al gruppo dei Paesi che offrono da anni ai loro cittadini il trasporto pubblico ad alta velocità, come il Giappone, la Cina, la Francia e l’Italia.

Uno degli aspetti più significativi del progetto è poi il suo finanziamento. Texas Central, il committente dell’opera, enfatizza il fatto che la costruzione sarà sostenuta interamente da investitori privati, rinunciando a sovvenzioni statali e federali.

Il contratto crea un’occasione unica anche per tutte le imprese italiane che lavorano con Webuild (che integreranno la filiera americana di Lane sul progetto), inclusa Italferr (Gruppo Fs), che farà per Webuild la supervisione alla progettazione. Il progetto prevede la realizzazione di fabbriche per prodotti da utilizzare per la costruzione della linea ferroviaria, anche con tecnologia italiana specializzata in alcune lavorazioni dell’alta velocità, con un forte impatto in termini di occupazione. Con la costruzione della nuova linea ferroviaria verranno creati 17mila posti di lavoro diretti e oltre 20mila indiretti. Secondo le previsioni, saranno utilizzati materiali per un valore stimato di contratti di 7,3 miliardi di dollari da fornitori statunitensi di 37 stati, insieme a contratti per la filiera italiana specializzata nel settore. Una volta che i treni entreranno in servizio, nel 2026, saranno creati oltre 1.500 posti di lavoro diretti.

Il contratto, uno dei più importanti firmati negli Stati Uniti nel settore delle infrastrutture, si afferma anche come un traguardo “trasformativo” per Webuild, segnando il completamento di un percorso iniziato nel 2014 quando Salini ha rafforzato la propria dimensione integrando Impregilo, successivamente Lane, e ora Astaldi, creando quello che oggi è il Gruppo Webuild. Il contratto definitivo, firmato con Texas Central, consolida i risultati di quattro anni di lavoro e studi realizzati finora da Webuild e fornisce un livello più avanzato di progettazione attualizzando il prezzo del preliminare. Il contratto prevede in capo a Webuild la realizzazione dei lavori di ingegneria civile, con la progettazione e la realizzazione del tracciato, del sistema dei binari, dei viadotti, degli edifici e dei servizi per la manutenzione, per il deposito dei treni e per lo stoccaggio dei materiali. Gran parte del tracciato è costituito da viadotti sopraelevati e potrà beneficiare dell’esperienza del Gruppo Webuild nella realizzazione di ponti.

La tratta ferroviaria ad Alta velocità Dallas-Houston trasformerà completamente la mobilità tra le due città. Il treno, che avrà come modello il Tokaido Shinkansen delle ferrovie giapponesi, collegherà le città con una velocità massima di 320 chilometri orari, il servizio più veloce del Paese, con una corsa ogni ora e ogni 30 minuti nelle ore di picco. È prevista una solo fermata intermedia nella Brazos Valley, vicino alla più importante università dello stato. Si stima un risparmio di tempo complessivo di 90 minuti rispetto alla macchina e di un’ora rispetto all’aereo.

Dice Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild: «Questo nuovo contratto consolida il nostro impegno internazionale in grandi progetti di successo da condividere con la filiera italiana che lavora con noi da anni e che in 18 progetti in Italia ha raggiunto il numero di 7mila imprese con le migliori competenze mondiali nel settore della costruzione di infrastrutture». Tra i commenti anche quello dell’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: «L’operazione – afferma – dimostra come le imprese italiane siano capaci di competere su tutti i mercati internazionali ed eccellere in quei settori dove tecnologia, ricerca e sostenibilità sono alla base di progetti vincenti».

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