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Webuild-Astaldi avanza. Venerdì il sì dei cda e in aprile degli azionisti

Procede il cammino di integrazione fra Webuild e Astaldi. I cda delle due aziende hanno condiviso l’opportunità di fusione e la definitiva separazione fra le attività in continuità di Astaldi e il patrimonio destinato di Astaldi definito nell’ambito del concordato preventivo. In particolare, il progetto prevede l’assegnazione in favore di Webuild delle attività destinate alla continuità aziendale, mentre Astaldi manterrà la titolarità delle attività e dei rapporti attivi e passivi confluiti nel patrimonio destinato: un rapporto di concambio pari a 203 azioni ordinarie Webuild per ogni 1.000 azioni ordinarie Astaldi.

Il progetto di fusione sarà prima sottoposto all’approvazione dei due board, convocati per venerdì prossimo, e poi dovrà ottenere il via libera degli azionisti nel mese di aprile. Il closing dell’operazione è atteso per luglio. Astaldi uscirà quindi dal listino di Borsa italiana.

Webuild e Astaldi ritengono che l’integrazione delle attività generi rilevanti benefici operativi, economici e finanziari per il gruppo combinato. Essi arriveranno, tra l’altro, dalla gestione integrata dei cantieri in comune, dall’implementazione di una strategia commerciale unica, dalle ottimizzazioni delle strutture centrali così come dalla gestione integrata degli acquisti, degli asset e del capitale circolante. La combinazione permetterà, inoltre, agli azionisti di Astaldi di avere accesso a una maggiore liquidità dei titoli azionari e di beneficiare della crescita delle attività integrate del gruppo Webuild guidato dall’a.d. Pietro Salini.

Gli eventuali creditori chirografari di Astaldi, che dovessero essere riconosciuti come tali successivamente alla data di efficacia della scissione, avranno diritto a ricevere azioni ordinarie Webuild e conserveranno il diritto a ricevere da Astaldi strumenti finanziari partecipativi a valere sul patrimonio destinato, in conformità al piano concordatario di Astaldi. Nel contesto della scissione i soci di Webuild, alla data immediatamente precedente il giorno di efficacia dell’operazione, riceveranno warrant Webuild che daranno loro diritto di ricevere nuove azioni della società in numero tale per cui la loro quota partecipativa permanga percentualmente inalterata nell’eventualità che siano emesse nuove azioni Webuild in favore degli ulteriori creditori chirografari di Astaldi. Webuild, inoltre, emetterà propri warrant in sostituzione di quelli assegnati da Astaldi ad alcune banche finanziatrici ai sensi della proposta concordataria.

Secondo il cda di Astaldi l’operazione rappresenta «la naturale evoluzione di un progetto che ha dato continuità a una realtà industriale di rilievo internazionale, salvaguardando i livelli occupazionali, e che adesso vede unire due realtà importanti per la creazione di un grande player delle infrastrutture italiano che potrà contribuire allo sviluppo infrastrutturale del paese».

In borsa Webuild ha guadagnato il 3,15%, mentre Astaldi ha chiuso in calo del 18,15%.

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