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Webtax, Ue prova a accelerare

Nuovo pacchetto Ue sulla tassazione digitale in primavera. E piano antiriciclaggio con un nuovo regolamento e autorità europea. Sono le parole del commissario Ue al commercio e vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis a margine dell’Ecofin.

Ieri si sono riuniti i ministri delle finanze dei paesi Ue con la nuova presidenza portoghese che ha delineato i prossimi passi per il semestre. Affronterà le questioni del digitale, dove l’attenzione si concentrerà sull’avanzamento del pacchetto della finanza digitale e sulle sfide fiscali legate all’economia digitale. Un piano delineerà i prossimi passi dell’agenda web tax. Ma la proposta finale per un prelievo digitale arriverà a giugno.

Regole sul riciclaggio. La presidenza vuole portare avanti anche le nuove proposte legislative sulla prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. La Commissione europea presenterà il nuovo regolamento che chiuderà l’era delle direttive contro il denaro sporco. Le definizioni saranno precise e direttamente applicabili negli stati membri: Ai sensi del nuovo regolamento saranno armonizzate, tra l’altro, le entità obbligate a rispettare le norme antiriciclaggio e gli obblighi di adeguata verifica della clientela. A vigilare la corretta applicazione delle regole sarà un’autorità centrale controllata da Bruxelles.

Risorse proprie. Al centro delle discussioni della presidenza portoghese ci saranno le cosiddette nuove «risorse proprie» dell’Unione europea. Per rimborsare il Recovery fund saranno introdotti nuovi prelievi che vanno a finanziare il bilancio dell’Ue. Per ora, le uniche opzioni chiare sono la web tax, la plastic tax, la tassa sull’importazione di prodotti inquinanti e l’aggiornamento dei sistemi delle quote di emissioni inquinanti. La tabella di marcia sul Recovery Fund concordata il 10 novembre 2020 contiene impegni in merito al tipo delle nuove risorse proprie, il calendario previsto per la loro proposta e l’introduzione.

La Commissione si è impegnata a presentare proposte su un meccanismo di aggiustamento dei prodotti importati inquinanti e un prelievo digitale entro giugno 2021, in vista della loro introduzione entro il 1° gennaio 2023. A primavera sarà anche riesaminato il sistema di scambio delle quote di emissione dell’Ue, compresa la sua possibile estensione al settore aereo e marittimo con una proposta entro giugno 2021.

Ma ulteriori risorse proprie sono da definire. All’interno dell’accordo ulteriori risorse proprie sono state presentate in maniera poco dettagliata, vista l’alta discrepanza politica dei diversi stati rispetto alle misure. Queste potrebbero includere una tassa sulle transazioni finanziarie (tenendo conto degli sviluppi dei lavori attualmente in corso sulla cooperazione rafforzata), «un contributo finanziario legato al settore delle imprese» o una nuova base imponibile comune per le imprese.

I passi verso la nuova web tax. Il 14 gennaio 2021 la Commissione ha pubblicato una tabella di marcia comprendente una consultazione pubblica per l’introduzione di un prelievo digitale. L’Ue rimane comunque ancora impegnata a raggiungere un accordo globale e che la consultazione dovrebbe essere considerata come «un’integrazione» dei lavori in corso a livello di G20 e di Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) sulla riforma del quadro internazionale di tassazione delle imprese. La Commissione intende esplorare ulteriori opzioni politiche nella tassazione dei modelli digitali, come ad esempio: un’integrazione dell’imposta sul reddito delle società da applicare a tutte le società che svolgono determinate attività digitali, una tassa sulle entrate create da alcune attività digitali, una tassa sulle transazioni digitali effettuate business-to-business.

Esisteva già una prima proposta di web tax a livello Ue che la Commissione aveva presentato il 21 marzo 2018 (già in fase di elaborazione dal 2013) ma era stata boccata da un blocco di paesi (in particolare, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e paesi scandinavi) che chiedeva una soluzione basata sul consenso a livello Ocse. Tuttavia, come ha riferito un portavoce della commissione, «le circostanze sono cambiate». Le discussioni sono passate all’Ocse e «la commissione terrà conto di quanto concordato».

La consultazione pubblica «segna un passo importante in direzione del nostro obiettivo ultimo di garantire una tassazione equa dell’economia digitale», ha dichiarato il commissario all’economia Paolo Gentiloni. Il conseguimento «di questo obiettivo è ancora più importante nel contesto attuale di pandemia. È fondamentale che tutte le imprese diano un contributo sufficiente allo sforzo».

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