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Weber rinuncia alla Bce, sale Draghi

di Marika de Feo

FRANCOFORTE — La partita per la successione alla Bce adesso entra nel vivo. A sorpresa, l'attuale capo della Bundesbank Axel Weber avrebbe deciso di non rinnovare il suo mandato (in scadenza nell'aprile del 2012), rinunciando così a candidarsi per la successione di Jean-Claude Trichet al vertice della Banca centrale europea (da novembre). La decisione di Weber, trapelata di prima mattina, è apparsa sempre più probabile con il passare delle ore. Fra smentite e conferme, ha provocato altre indiscrezioni a cascata sulla futura guida della Bundesbank e di Deutsche Bank. Per quest’ultima Weber, secondo indiscrezioni circolate ieri nella stessa sede del primo istituto tedesco, è in pole position in sostituzione del top manager svizzero Josef Ackermann. Secondo alcune ricostruzioni, Weber avrebbe appreso giorni fa dalla cancelliera Angela Merkel e dal Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble di non essere il candidato tedesco per la corsa alla guida della Bce. Profondamente amareggiato, l'ex professore universitario, 53 anni, martedì sera avrebbe annunciato ad alcuni amici l'intenzione di dimettersi. O comunque di non volere un altro mandato alla guida della Bundesbank, pianificando un comunicato per ieri mattina sul suo «futuro professionale» (una nota smentita dalla Buba). Un fulmine a ciel sereno per la Cancelliera, che ha avuto un lungo colloquio telefonico con Weber. Dopo la telefonata, comunque, si sono rafforzate le voci di un' uscita di Weber alla scadenza del mandato, o, secondo la «Bild» , già quest'estate. Sulla scorta del caso tedesco è ripartito il toto-nomine per la Bce. Secondo alcune fonti, l'uscita di scena di Weber, in rotta con Trichet per aver criticato l'acquisto di bond sovrani da parte della Bce, favorirebbe candidati meno «schierati» e molto esperti di finanza. Come il governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board Mario Draghi, ma anche il tedesco Klaus Regling, 60 anni, oggi capo del Fondo salva Stati (Efsf), ieri a Berlino per varie audizioni parlamentari. In corsa ci sarebbero anche altri governatori, come Yves Mersch (Lussemburgo) e Erkki Liikanen (Finlandia). Alla guida della Bundesbank Merkel avrebbe invece destinato il suo consigliere economico Jens Weidmann, 42 anni, ex allievo di Weber. Ma negli ambienti politici si fa anche il nome di Jürgen Stark, ora nel board della Bce ed ex vicepresidente della Buba.

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