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Weber “Nel Recovery vere riforme l’Italia non può permettersi altri sprechi”

«In un momento storico così difficile Mario Draghi è la personalità giusta per governare andando oltre gli interessi di parte». Manfred Weber è il capogruppo al Parlamento europeo del Ppe, la famiglia popolare che racchiude il centrodestra moderato del continente e forza di maggioranza relativa a Bruxelles. L’apprezzamento per il premier incaricato è netto, ma l’ammonimento sul Recovery non manca: «L’Italia non può permettersi di sprecare i fondi e deve fare le riforme». Quanto al nuovo europeismo di Salvini, il politico bavarese afferma: «Vedremo». Ad oggi, spiega, non ci sono prospettive di ingresso del Carroccio nel Ppe.
Dal punto di vista europeo come valuta un governo guidato da Mario Draghi?
«Per l’Europa in questa fase la cosa più importante è la stabilità, e la prospettiva di avere Mario Draghi alla guida del Paese ci dice che la stabilità a Roma è possibile. Draghi è una grandissima personalità non solo in Italia, ha fatto un lavoro eccezionale alla guida della Bce riconosciuto in tutta Europa. Un uomo con la sua esperienza può avere le chiavi per tenere insieme i differenti interessi della società e dei partiti, per governare andando oltre gli interessi di parte».
Dopo la caduta di Berlusconi nel 2011 il Ppe torna al potere a Roma con F orza Italia: come giudica il fatto che il vostro partito italiano governerà con Matteo Salvini?
«Ho piena fiducia nel fatto che Mario Draghi da premier darà un chiaro approccio pro europeo al suo governo dimostrando che i problemi si risolvono tutti insieme, come Unione. Draghi assicurerà all’Italia una postura votata al consenso in Europa, rispettando le regole Ue e pronto a contribuire proponendo soluzioni ai problemi. In Europa c’è davvero voglia di avere una voce italiana, sono certo che Draghi la garantirà».
In ottica europea una maggioranza ampia a sostegno del governo Draghi costituisce una garanzia o un rischio di bloccare le decision i?
«Dal punto di vista europeo l’implementazione del Next Generation Eu da 750 miliardi è la cosa più importante, una chance storica per l’Italia. Il processo per arrivare al piano nazionale per accedere ai 209 miliardi a disposizione di Roma deve essere corretto, non può essere frutto del lavoro di poche persone ma deve coinvolgere la società civile, le regioni, l’industria e le parti sociali».
Nutre timori sulla capacità italiana di riuscire a sfruttare al meglio i 209 miliardi Ue?
«Questo fondo diventerà un successo per l’Europa solo se non sprechiamo i soldi per spese orientate al passato.
Bisogna investire nel futuro, nei nuovi lavori, puntando su clima, digitale e sanità. E servono le riforme: quando vedi la scarsa capacità di assorbimento dei tradizionali fondi Ue da parte dell’Italia capisci che riformare la Pubblica amministrazione e la giustizia è cruciale per il Paese».
Con Draghi a Palazzo Chigi l’Europa è più tranquilla?
«L’Italia è un Paese chiave per l’Europa e un’Europa senza Italia è impensabile: la prospettiva di un nuovo governo europeista fa sperare che ci sia la volontà di investire i soldi nel modo gius to e di fare le riforme che non sono negative, ma una precondizione per la crescita positiva per tutta la società. Per questo dico che l’It alia dev e fare le riforme raccomandate dalla Commissione europea come deve farle la Germania, visto che quelle di 20 anni fa di Schroeder non bastano più».
Si fida del nuovo europeismo di Salvini?
«Lo giudicheremo da come questo atteggiamento verrà declinato nei fatti, lo vedremo passo dopo passo.
Intanto trovo positivo che chi aspira ad assumere un ruolo di responsabilità in Italia debba assumere un approccio pro europeo.
È il segnale che il populismo non paga».
Dall’autunno la Lega cerca contatti con il Ppe: l’ingresso di Salvini in un governo europeista può aprire le porte del vostro partito al Carroccio?
«Il nostro partito in Italia è Forza Italia e al momento non c’è nulla di nuovo da discutere. Inoltre il cambiamento di Salvini dimostra che l’approccio del Ppe, di Forza Italia, è quello giusto: attrae gli altri e rappresenta la chiave per il successo di una maggioranza di centrodestra».
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