Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Web tax più leggera, arriva imposta su Fintech

Una web tax semplificata con aliquota ridotta al 3% e un rafforzamento della stabile organizzazione, ma senza allargamenti del raggio d’applicazione all’e-commerce. È quella che è stata tracciata da uno dei 12 emendamenti alla manovra presentati alla Camera dal relatore e presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd). Un pacchetto sul sistema regolatorio del digitale che include l’obbligo per il garante della privacy di definire le regole di tutela dei dati personali in formato digitale. E anche un primo riconoscimento, sul piano fiscale del Fintech, ossia dei nuovi servizi finanziari realizzati su piattaforme digitali come quelle peer-to-per lending. I proventi che emergono da prestiti erogati con queste piattaforme da soggetti finanziari autorizzati da Bankitalia non sfuggiranno alla tassazione del 26% a titolo di ritenuta come redditi di capitali. A completare i ritocchi anche una misura per rendere più competitive le Poste nella consegna dei pacchi senza dover lasciare il mercato dei recapiti alle multinazionali della logistica come ad esempio Amazon: con il nuovo sistema postale universale dovranno essere garantite le consegne entro 4 giorni di tutti quelli fino a 5 kg di peso e non più fino a 2 Kg come previsto oggi.
Tornando alla web tax, che sarà oggi al voto decisivo della commissione Bilancio, l’emendamento Boccia riscrive parzialmente la digital tax uscita dal Senato mantenendo però fissa la data di decollo: 1° gennaio 2019. La nuova versione del prelievo non si applica all’e-commerce, come inizialmente ipotizzato dal relatore, ma resta dovuto alle sole cessioni di servizi operate da soggetti residenti e non residenti con un’aliquota ridotta al 3% (è 6% quella fissata al Senato). La digital tax sarà una ritenuta alla fonte sulle transazioni e colpirà solo i soggetti che effettuano oltre 3mila transazioni di servizi nell’anno solare. Non è più previsto il ricorso allo spesometro e vengono cancellati sia il credito d’imposta per le imprese residenti sia il ruolo delle banche come sostituti d’imposta per incassare la tassa digitale sui soggetti non residenti. Il gettito, già stimato in 114 milioni al Senato, con l’addio del credito d’imposta sale di altri 76 milioni. Tra gli altri ritocchi del relatore, quelli sul nuovo piano idrico nazionale e sul rafforzamento della garanzia dello Stato, peraltro già prevista, nel caso in cui l’intervento della Sace riguardi paesi e settori strategici per l’economia, nonché società di rilevante interesse nazionale.
Dopo una pausa mattutina i lavori sono ripartiti nel pomeriggio con una maratona “no stop” che dovrebbe portare la Commissione a dare il suo ok in sede referente tra la mattinata e la serata di oggi, in ritardo di almeno un giorno rispetto alla tabella di marcia originaria. È stato infatti già posticipato a domani alle ore 9,30 l’esame del disegno di legge di Bilancio in Aula a Montecitorio.
Dal rush finale in Commissione è arrivato il via libera all’ampliamento dei beni immateriali ammessi al superammortamento del 140% come per i software. Tra gli investimenti 4.0 agevolabili proposti da M5S anche i sistemi di gestione della supply chain finalizzata al dropshipping nell’e-commerce, nonché le applicazioni con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio tra fabbrica e dispositivi telematici o mobili. Prorogata al 2018, poi, l’integrazione salariale per i dipendenti dell’Ilva. Ok a un ritocco che modifica la stretta sulla vendita online delle sigarette elettroniche ma che, come sottolinea Anafe-Confindustria, non risolve il problema della tassazione rimasta la più elevata d’Europa. Lo share televisivo dei tifosi sarà uno dei parametri per ripartire i diritti tv della seria A di calcio.
È stata poi raggiunta l’intesa nella maggioranza per alzare da 2.840 a 4mila euro la soglia per beneficiare delle detrazioni fiscali per i figli a carico. È in arrivo, inoltre, l’ok al raddoppio delle dote da 50 milioni (si passerà da 25 a 50 milioni l’anno per il biennio 2018-2019) del fondo per i risparmiatori vittime dei crack bancari. Così come il via libera all’esclusione dal bail in per le Casse di previdenza dei professionisti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un passetto alla volta. Niente di clamoroso, ma abbastanza per arrivare all’11% tondo, dopo una se...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non sempre il vino corrisponde al giudizio del venditore. Ma le cifre che giovedì Mediobanca — co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rush finale e già scontro sui nomi dei manager che dovranno guidare il Recovery plan e sui progetti...

Oggi sulla stampa