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Web tax nazionali addio a ottobre

Da ottobre tramonta la web tax. Entro l’autunno arriveranno le linee guida dell’Ocse per identificare quali saranno le web tax da eliminare a seguito dell’accordo sulla tassazione internazionale del digitale. Lo ha annunciato il direttore per la fiscalità dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico Pascal Saint-Amans. L’Ocse non ha ancora raggiunto un punto fermo sulle nuove regole dell’architettura del fisco internazionale, ma già si pensa a quali saranno le web tax da abolire. Rimane aperta, invece, la questione sulla futura fattibilità della web tax Ue che finanzierà le risorse del recovery fund. È ancora da valutare, infatti, se le nuove linee guida Ocse consentiranno la nascita e lo sviluppo della tassa europea. L’Organizzazione parigina sta lavorando con i paesi del G20 e dell’Inclusive framework per sviluppare i criteri che definiranno quali saranno le misure unilaterali da abrogare nell’ambito dell’accordo globale. Sarà utilizzato un processo di revisione tra pari per garantire che i paesi abbandonino le web tax, ma anche per far sì che non ne implementino di nuove, ha detto Saint-Amans. Questo lavoro probabilmente non sarà «troppo difficile, ma ci sarà un negoziato, naturalmente, come su tutto il resto». L’Ocse sta negoziando un accordo con quasi 140 paesi per riscrivere le regole fiscali globali. È molto probabile che a inizio luglio il G20 raggiunga «un accordo significativo» sul piano a due pilastri dell’Ocse, ha detto Saint-Amans. Parte del piano mira a sostituire le web tax unilaterali che molti paesi, come Italia, Francia e Regno Unito, stanno implementando per raccogliere più entrate dai giganti della tecnologia come Google, Facebook e Amazon. Secondo gli Stati Uniti, queste tasse sono discriminatorie nei confronti dei giganti del tech americani. L’altra parte del piano dell’Ocse, la aliquota minima globale, il secondo pilastro, ha ottenuto una spinta dopo che l’amministrazione Biden ha proposto di aumentare l’aliquota minima globale al 21% rispetto al precedente 12,5% ipotizzato nelle negoziazioni.

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