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Web tax con impatto morbido

L’imposta sui servizi digitali parte senza sanzione per gli obblighi documentali e contabili del primo periodo di applicazione. Si adotta il doppio criterio del principio di cassa per determinare la base imponibile e quello di competenza per verificare uno dei due presupposti di applicazione ai soggetti passivi. Questi sono alcuni tra i chiarimenti contenuti nella circolare n. 3 del 23 marzo scorso in materia di imposta sui servizi digitali.

L’imposta sui servizi digitali. Tale imposta costituisce nel panorama tributario domestico una vera e propria novità e dunque, presenta molteplici aspetti di incertezza che solo in parte vengono trattati dalla circolare esaminata. In via preliminare è innanzitutto essenziale rilevare come anche nel documento venga riconosciuta a questo tipo di imposta una natura indiretta, che non ha stretta attinenza con i meccanismi propri della determinazione delle basi imponibili ai fini delle imposte dirette.

La contabilità. La considerazione appena fatta, ha alcune importanti declinazioni a livello operativo, che attengono agli obblighi documentali e contabili che formano la base su cui poi andare a determinare quanto dovuto: su tali aspetti, anche gli operatori in sede di pubblica consultazioni hanno fornito parecchi commenti e ora la circolare fornisce alcune interpretazioni che devono essere tenute in conto.

Le soglie di accesso quali soggetti passivi. In quest’ottica, un primo elemento da rilevare è quello per cui sono considerati soggetti passivi d’imposta gli esercenti attività d’impresa che a livello singolo o di gruppo d’appartenenza: a) ammontare complessivo dei ricavi realizzati non inferiore a euro 750 mila; e b) ammontare dei ricavi da servizi digitali realizzati nel territorio dello Stato non inferiori a euro 5.500.000.

La circolare ribadisce che affinché sia applicabile l’imposta sui servizi digitali, entrambe le soglie devono essere superate congiuntamente nell’anno solare antecedente a quello di applicazione: mentre per la prima soglia rileva un criterio di competenza declinato secondo i principi contabili applicati nel bilancio consolidato di gruppo, la seconda condizione viene determinata in ragione del principio di «cassa», oltre al fatto che vi è una delimitazione geografica e qualitativa (rispettivamente ricavi percepiti in Italia e relativi a servizi digitali).

L’apposita contabilità. Una prima considerazione attiene al principio da utilizzare per la «contabilizzazione» dei ricavi rilevanti in questa contabilità: come già anticipato precedentemente e per le medesime ragioni, si adotta un criterio di cassa (ovvero si ragiona in termini di ricavi da servizi digitali percepiti. Questa declinazione (che presumibilmente è stata adottata per evitare possibili distorsioni derivanti da applicazioni di set contabili differenti in relazione alle diverse giurisdizioni di appartenenza di enti del medesimo gruppo), pone a carico degli operatori un aggravio di lavoro per estrapolare (ex – post) i dati rilevanti: in sede di prima applicazione dell’imposta, ciò potrebbe generare anche alcuni disallineamenti di carattere interpretativo, che potenzialmente potrebbero essere soggetti a sanzione.

La disapplicazione. La circolare 3 del 23.3.2021 interviene per il primo periodo di applicazione dell’imposta con la disapplicazione delle sanzioni in virtù di quanto disposto dall’art. 10, comma 3 della legge 212/2000 e in considerazione delle potenziali difficoltà e delle obiettive condizioni di incertezza. Tale disapplicazione comprende anche gli errori di trasmissione dei dati richiesti, fermo comunque restando l’assolvimento degli obblighi previsti dal provvedimento del 15 gennaio scorso: non si tratta dunque di una disapplicazione che trova spazio in ipotesi di mancata tenuta dell’apposita contabilità, ma è mirata a non sanzionare una contabilità con dati inesatti o non corretti e la connessa trasmissione di questi. Da ultimo sul punto il documento di prassi specifica altresì che (sempre in conformità allo statuto dei diritti del contribuente), non trovano applicazione le sanzioni per violazioni commesse anteriormente al sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento.

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