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Web tax al primo appuntamento

Sprint finale per la trasmissione della dichiarazione relativa all’Imposta sui servizi digitali (o Digital services tax, DST). Entro il prossimo 30 giugno, i soggetti con attività di impresa e ricavi da attività digitale, assoggettati al versamento della citata imposta, sono a chiamati a trasmettere il modello di dichiarazione DST, prestando particolare attenzione agli importi ivi indicati per la determinazione dell’imposta.

La dichiarazione deve essere trasmessa annualmente all’Agenzia delle entrate in via telematica, in proprio per i contribuenti con abilitazione telematica, oppure per il tramite di intermediari, entro il 30 giugno di ciascun anno.

Il modello si compone delle seguenti sezioni: Frontespizio, Quadro DT (determinazione dell’imposta) e Quadro DG (Società designate). All’interno del Quadro DT debbono essere indicati, per l’anno solare a cui il modello si riferisce, i dati relativi alle operazioni per le quali è dovuta l’imposta.about:blank

Si ricorda che la DST è stata originariamente introdotta con la legge di bilancio 2019 (art. 1, commi da 35 a 50, legge 145/2018) e, nonostante ciò, ha visto solo nel corso 2021 una concreta accelerazione nella sua implementazione, a partire dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 13185 del 15 gennaio 2021, che ha dettato le istruzioni per il suo versamento. Il perdurare dell’emergenza pandemica ha poi fatto slittare il calendario per pagamento e dichiarazione più volte, di cui l’ultima con il Decreto Sostegni (dl 41/2021), che ha definitivamente fissato allo scorso 16 maggio il pagamento dell’imposta dovuta per il 2020 e per il prossimo 30 giugno il termine per la trasmissione della relativa dichiarazione.

Tornando al contenuto del Quadro DT, va evidenziato che devono essere ivi riportati i dati relativi all’imposta e ai ricavi. Rispetto ai ricavi, vanno riportati: i) quelli di fonte digitale realizzati a livello mondiale dal soggetto passivo (che devono essere complessivamente non inferiori a EUR 750.000.000 per far scattare l’obbligo di versamento); ii) la percentuale rappresentativa della parte di quei servizi collegata al territorio nazionale; nonché iii) il totale dei ricavi tassabili in Italia, pari al prodotto tra i ricavi complessivi e quelli territorialmente “isolati”.

Nella compilazione del Quadro DT, è bene prestare attenzione alla suddivisione delle citate informazioni, posto che la sezione presenta tre righi (DT1, DT2 e DT3), in cui i dati sui ricavi vanno suddivisi sulla base dei servizi imponibili che sono stati prestati dal contribuente.

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